Salerno, al Pride Luxuria incorona De Luca: «Mi sono piaciute molto le sue parole»

Come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino nell'articolo a firma di Brigida Vicinanza, la città di Salerno si è trasformata in un palcoscenico di accesa rivendicazione politica e sociale. Il capoluogo salernitano ha ospitato un'imponente mobilitazione che, partendo dallo scalo ferroviario per concludersi nei pressi del teatro Pasolini, ha visto convergere in strada una fitta rete di associazioni e sigle partitiche sotto la bandiera dell'inclusione totale.
Dal palco e tra la folla sono partiti attacchi frontali all'indirizzo dell'esecutivo nazionale. Vladimir Luxuria ha criticato duramente l'assenza di investimenti governativi nell'educazione affettiva e scolastica, interpretando la piazza come un baluardo democratico e antifascista contro le attuali politiche centrali. Sul fronte organizzativo, Emanuele Avagliano, alla guida di Arcigay Salerno, ha rivendicato il peso politico della manifestazione, sostenuta da oltre cento sigle e dedicata quest'anno alla memoria di Mirko Moriconi e Katy Andreoni, vittime della violenza familiare.
Non sono mancate, infine, note di frizione interna: l'assessora Claudia Pecoraro ha evidenziato una netta contraddizione nella gestione di Salerno, segnalando una spaccatura tra l'apertura ideale dimostrata verso la piazza e le concrete scelte amministrative adottate all'interno di Palazzo di Città, giudicate penalizzanti per la sicurezza del territorio.
Salerno, al Pride Luxuria incorona De Luca
L'evento ha registrato una forte convergenza strategica tra la madrina della manifestazione, Vladimir Luxuria, e il sindaco Vincenzo De Luca. Quest'ultimo, sebbene non presente fisicamente al corteo, ha incassato il plauso esplicito di Luxuria per le sue recenti prese di posizione a favore della mobilitazione giovanile. A rappresentare ufficialmente l'amministrazione comunale di Salerno, indossando la fascia tricolore, è stata l'assessora alle politiche sociali Paola De Roberto, affiancata dai consiglieri comunali Fabio Polverino, Antonio Carbonaro e Marco Mazzeo. Tra le fila dei partecipanti spiccavano inoltre le presenze dell'assessora alle pari opportunità Claudia Pecoraro e del segretario provinciale del Partito Democratico, Giovanni Coscia.Dal palco e tra la folla sono partiti attacchi frontali all'indirizzo dell'esecutivo nazionale. Vladimir Luxuria ha criticato duramente l'assenza di investimenti governativi nell'educazione affettiva e scolastica, interpretando la piazza come un baluardo democratico e antifascista contro le attuali politiche centrali. Sul fronte organizzativo, Emanuele Avagliano, alla guida di Arcigay Salerno, ha rivendicato il peso politico della manifestazione, sostenuta da oltre cento sigle e dedicata quest'anno alla memoria di Mirko Moriconi e Katy Andreoni, vittime della violenza familiare.
Non sono mancate, infine, note di frizione interna: l'assessora Claudia Pecoraro ha evidenziato una netta contraddizione nella gestione di Salerno, segnalando una spaccatura tra l'apertura ideale dimostrata verso la piazza e le concrete scelte amministrative adottate all'interno di Palazzo di Città, giudicate penalizzanti per la sicurezza del territorio.




