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Salerno Pride, De Luca chiama a raccolta i giovani: "Sui diritti serve una mobilitazione straordinaria contra la barbarie"

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Salerno Pride, De Luca chiama a raccolta i giovani: "Sui diritti serve una mobilitazione straordinaria contra la barbarie"
Vincenzo De Luca
I diritti della persona, il lavoro, l'aborto e il fine vita, ma anche uno sguardo agli scenari internazionali. Nel corso della presentazione del Salerno Pride 2026 a Palazzo di Città, il sindaco Vincenzo De Luca ha espresso parole durissime contro quella che definisce una "regressione culturale ed ideologica impressionante", lanciando un forte appello alla mobilitazione, rivolto in particolar modo alle giovani generazioni.

L'affondo di De Luca: "Regressione culturale e barbarie"

Secondo De Luca, la spinta a comprimere lo Stato sociale, i diritti individuali e lo spazio delle minoranze parte da alcune tendenze nate negli Stati Uniti, ma trova oggi un risvolto concreto anche in Italia.

"Abbiamo ascoltato negli ultimi giorni esternazioni da parte di un generale che riguardavano i femminicidi: poco manca che venga reintrodotto il delitto d'onore nel nostro Paese", ha dichiarato il sindaco, stigmatizzando anche l'omofobia strisciante: "Sentire frasi come 'meglio morto che gay a casa' ci dice che siamo veramente a livelli di barbarie. Questo mondo sta portando le società contemporanee di nuovo alla disumanità". Un pensiero è andato anche ai contesti di guerra: "Provate a trasferire la violenza sui diritti a Gaza, in Palestina: un'ecatombe. In un mondo nel quale tutti hanno un'impossibilità di vivere, provate a immaginare qual è la condizione di chi ha problemi di orientamento sessuale e subisce un'ulteriore discriminazione".

Il primo cittadino ha poi posto l'accento sulla disparità di genere nel tessuto sociale ed economico. Nonostante l'uguaglianza formale, De Luca ha evidenziato come la penalizzazione delle donne sia ancora evidente: "Abbiamo il permanere di discriminazioni sul mondo del lavoro. È un tema rimasto molto sullo sfondo negli ultimi anni, ma ci sono forme di discriminazione sottili, di quelle che non si palesano in maniera esplicita, ma che pesano".

Sul tema dell'interruzione volontaria di gravidanza, il sindaco ha espresso una posizione netta a difesa della libertà di scelta, pur con una riflessione personale: "Ho letto una dichiarazione di una parlamentare 5 Stelle che non ho condiviso, la quale affermava che il giorno in cui ha abortito è stato il giorno più felice della sua vita. Io non la penso così: credo che per una donna, ma anche per un padre, un aborto sia una tragedia. Ma, ovviamente, è un diritto fondamentale da difendere: come si può immaginare di obbligare una donna a partorire anche in condizioni disperate?".

Fine vita: "Non si può condannare una persona a un calvario"

Un altro passaggio chiave ha riguardato il fine vita e la necessità di preservare il carattere laico dello Stato, senza rinunciare al confronto con la sfera religiosa. "Sono tra quelli che hanno sempre sollecitato un dialogo con il mondo cattolico e credo che sia essenziale", ha spiegato De Luca, sottolineando l'importanza di trattare la materia con delicatezza e rispetto per le diverse sensibilità. "Ma alla fine lo Stato è lo Stato. Lo Stato parla dei diritti della persona, e io sono fra quelli che non ritengono sia possibile condannare una persona a vivere una vita di calvario in nome di principi astratti".

Il sindaco ha concluso il suo intervento ringraziando gli organizzatori e confermando il proprio supporto morale alla manifestazione di sabato 4 luglio: "Non è più un pericolo astratto: stiamo ormai galoppando verso il passato. Volevo incoraggiare i giovani a riportare in primo piano questo tema che in Italia sta diventando particolarmente delicato".
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