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Cronaca

Terremoto nella camorra di Pagani: il figlio del boss si pente e fa tremare i vertici del clan

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Terremoto nella camorra di Pagani: il figlio del boss si pente e fa tremare i vertici del clan
Una svolta radicale scuote gli equilibri della criminalità organizzata nel comune di Pagani. Il 31enne Vincenzo Petranovic, erede diretto dello storico capoclan Tommaso Fezza (noto come "'o furmaggiar" e condannato all'ergastolo), ha ufficialmente intrapreso la strada della collaborazione con la giustizia come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

La notizia è trapelata nell'aula del tribunale di Torre Annunziata durante l'udienza preliminare per un cruento agguato a colpi di pistola e bastonate avvenuto lo scorso autunno a Castellammare di Stabia, procedimento in cui il giovane è imputato per tentato omicidio. Davanti al sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, Elena Guarino, il neo-pentito ha subito messo a verbale la propria formale affiliazione al gruppo criminale Fezza-De Vivo.

Terremoto nella camorra di Pagani: il figlio del boss si pente

La scelta del trentunenne rappresenta un colpo durissimo per l'organizzazione di Pagani, già pesantemente colpita dalle recenti operazioni giudiziarie che ne hanno sancito la natura camorristica. Petranovic, sfuggito a un maxi-blitz e successivamente catturato dopo una breve latitanza nel milanese, era stato trovato in possesso di un vero e proprio libro mastro contenente la contabilità dettagliata del clan, con cifre e nomi degli affiliati destinatari degli "stipendi". La sua storia familiare è segnata da una profonda tragedia.

La madre, una venticinquenne di origine serba, fu assassinata nel 1994 proprio dal padre Tommaso Fezza. Secondo le indagini, il giovane gestiva la cassa comune per conto del boss detenuto Francesco Fezza, occupandosi del narcotraffico e delle spedizioni punitive contro i debitori insolventi. Le sue deposizioni, che si sommano a quelle dell'altro collaboratore Eugenio Ferraioli, promettono di fare totale chiarezza sugli affari illeciti del sodalizio in vista del maxiprocesso che prenderà il via in autunno.
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