Vallo della Lucania, allarme per lo stop alla degenza ordinaria nel reparto di Oncologia dell'ospedale San Luca

È allarme per lo stop della degenza ordinaria nel reparto di Oncologia dell'ospedale San Luca a Vallo della Lucania. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Gli interventi chirurgici, seppur limitati a quattro posti, continuano a essere gestiti dall'Unità Operativa di Oncologia, ma in un contesto significativamente compromesso. La situazione viene descritta come insostenibile, colpendo uno dei settori più sensibili dell'ospedale e scatenando preoccupazioni e indignazioni tra i familiari dei pazienti. La sospensione delle degenze oncologiche ha portato al trasferimento dei malati in reparti non specialistici, sollevando critiche verso la gestione organizzativa.
La dottoressa Laura Pesce, responsabile dell'Unità Operativa, aveva da tempo avvertito la Direzione sanitaria e la responsabile del comparto attraverso comunicazioni ufficiali che mettevano in luce una progressiva riduzione del personale. Nonostante queste segnalazioni, non sono state adottate misure idonee per evitare la chiusura della degenza ordinaria. Nella sua ultima relazione del 25 giugno, Pesce ha evidenziato l'impossibilità di garantire una copertura assistenziale H24. Di conseguenza, i pazienti ricoverati sono stati spostati: due sono stati trasferiti all’ospedale di Agropoli, altri due dimessi, mentre per gli ultimi ancora presenti sono state richieste indicazioni urgenti. Tra i ricoverati figuravano un paziente impegnato in un delicato percorso diagnostico e uno in fase terminale, già candidato al ricovero in hospice ma impossibilitato a essere dimesso per mancanza di un caregiver.
Attualmente il reparto dispone di un numero insufficiente di operatori per mantenere la continuità assistenziale nella degenza ordinaria. Non a caso, la comunicazione ufficiale specifica che il personale disponibile è sufficiente solo a garantire le terapie oncologiche salva-vita in regime di Day Hospital.
Intanto, i sindaci del Distretto Sanitario 70 non nascondono la loro preoccupazione per questa situazione critica. In una nota congiunta, denunciano l'urgenza di un'organizzazione capace di prevenire tali inefficienze e colmare le lacune che continuano a penalizzare i servizi sanitari locali.
Vallo della Lucania, allarme per lo stop alla degenza ordinaria nel reparto di Oncologia dell'ospedale San Luca
La chiusura della degenza ordinaria nel reparto di Oncologia dell'ospedale San Luca rappresenta un nuovo duro colpo per la sanità cilentana, proprio mentre si celebrava la riapertura del Pronto Soccorso ad Agropoli. La decisione, motivata dalla carenza di personale infermieristico, è stata ufficialmente comunicata dalla Direzione sanitaria, che ha dichiarato l'impossibilità di garantire un'adeguata assistenza ai degenti. A partire da venerdì scorso, i pazienti oncologici ricoverati sono stati gradualmente trasferiti in altri reparti, lasciando operativo unicamente il Day Hospital, necessario per somministrare terapie salva-vita come le chemioterapie.Gli interventi chirurgici, seppur limitati a quattro posti, continuano a essere gestiti dall'Unità Operativa di Oncologia, ma in un contesto significativamente compromesso. La situazione viene descritta come insostenibile, colpendo uno dei settori più sensibili dell'ospedale e scatenando preoccupazioni e indignazioni tra i familiari dei pazienti. La sospensione delle degenze oncologiche ha portato al trasferimento dei malati in reparti non specialistici, sollevando critiche verso la gestione organizzativa.
La dottoressa Laura Pesce, responsabile dell'Unità Operativa, aveva da tempo avvertito la Direzione sanitaria e la responsabile del comparto attraverso comunicazioni ufficiali che mettevano in luce una progressiva riduzione del personale. Nonostante queste segnalazioni, non sono state adottate misure idonee per evitare la chiusura della degenza ordinaria. Nella sua ultima relazione del 25 giugno, Pesce ha evidenziato l'impossibilità di garantire una copertura assistenziale H24. Di conseguenza, i pazienti ricoverati sono stati spostati: due sono stati trasferiti all’ospedale di Agropoli, altri due dimessi, mentre per gli ultimi ancora presenti sono state richieste indicazioni urgenti. Tra i ricoverati figuravano un paziente impegnato in un delicato percorso diagnostico e uno in fase terminale, già candidato al ricovero in hospice ma impossibilitato a essere dimesso per mancanza di un caregiver.
Attualmente il reparto dispone di un numero insufficiente di operatori per mantenere la continuità assistenziale nella degenza ordinaria. Non a caso, la comunicazione ufficiale specifica che il personale disponibile è sufficiente solo a garantire le terapie oncologiche salva-vita in regime di Day Hospital.
Intanto, i sindaci del Distretto Sanitario 70 non nascondono la loro preoccupazione per questa situazione critica. In una nota congiunta, denunciano l'urgenza di un'organizzazione capace di prevenire tali inefficienze e colmare le lacune che continuano a penalizzare i servizi sanitari locali.




