Calano gli ascolti tv dei telegiornali. In seguito ai picchi registrati nei giorni successivi al 24 febbraio, data di inizio dell’invasione russa in Ucraina, i dati di ascolto dei tg di tutte le reti hanno registrato dei cali sensibili: -15% per il Tg5, -13% per Studio Aperto, -12% per il TgLa7. Non a in doppia cifra il Tg1, che cala comunque dell’8% come riportato da primaonline.
Telegiornali, calano gli ascolti tv
In merito è intervenuto Francesco Siliato, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi di Cultura dei Media al Politecnico di Milano. Ai microfoni de La Stampa, ha spiegato: “I tg scendono perché oramai sono composti esclusivamente da comunicazioni sulla popolazione Ucraina interviste alle famiglie, a chi fugge, a chi resiste, ma le notizie scarseggiano. Oltretutto sono stati eliminati quasi del tutto gli altri argomenti che invece interessano il telespettatore. Parliamo del Covid che sta risalendo e di cui si parla pochissimo. È più risale, più il Governo annuncia il liberi tutti: la gente resta sbalordita e non trova chiare e approfondite spiegazioni nei telegiornali”, ha spiegato. E non a caso, riporta il quotidiano diretto da Massimo Giannini, chi vuole restare informato sulla guerra preferisce i canali all news, come Sky Tg24 o Rainews24, che hanno letteralmente triplicato i loro ascolti.
Bene i programmi di intrattenimento, calano le fiction
L’allontanamento, che Siliato definisce “graduale ma costante”, è indice di una insoddisfazione per l’offerta informativa, ma soprattutto del desiderio di distrarsi.Chi ne ha beneficiato quindi? Certamente i programmi di intrattenimento e le reti che su di esso puntano: Italia 1 ad esempio dal -9% nella settimana di inizio guerra è arrivata a +5,6%. Diverso il discorso per le fiction, che non hanno avuto troppo slancio. “Sono troppe e cambiano in continuazione, ogni giorno c’è una nuova serie, il pubblico perde il filo”, dice Siliato. “O anche semplicemente perché non piacciono”.