La Piana del Sele una delle aree più vulnerabili al caporalato: 24 morti e numerosi feriti sul lavoro in 18 mesi

La Piana del Sele una delle aree più vulnerabili al caporalato: 24 morti e numerosi feriti sul lavoro in 18 mesi. Questo il quadro poco incoraggiante della Commissione parlamentare d’inchiesta sullo sfruttamento e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Tra le informazioni raccolte dalla Commissione c'è il rapporto del professor Gennaro Avallone dell’Università di Salerno, che descrive una situazione critica. Tra novembre 2024 e aprile 2026 sono stati rilevati 24 episodi tra decessi e gravi infortuni sul lavoro, che hanno coinvolto cittadini stranieri nella Piana del Sele e in tutta la provincia di Salerno.
Il deputato e componente della Commissione, Franco Mari, ha spiegato che i casi documentati mostrano una ricorrenza preoccupante di incidenti stradali. In particolare, molti lavoratori sono stati investiti mentre si recavano ai campi in bicicletta lungo strade ad alto traffico, come la SS18, a causa della mancanza di un adeguato sistema di trasporto pubblico o di servizi organizzati dalle aziende agricole.
Il rapporto sottolinea anche gravi carenze nell’applicazione del Decreto Flussi. Secondo l’analisi presentata alla Commissione, questo decreto sembra generare nuova irregolarità invece di favorire l’ingresso regolare dei lavoratori.
I dati della provincia di Salerno sono particolarmente significativi. Nel 2024, su 27.129 richieste per lavoro stagionale, sono stati concessi 2.699 nulla osta, ma solo 180 permessi di soggiorno. Il divario è ancora più evidente nel lavoro subordinato non stagionale: 14.276 domande, 733 nulla osta e appena 40 permessi di soggiorno concessi.
La situazione peggiora nel 2025. Le richieste per lavoro stagionale sono state 3.977, ma i nulla osta concessi sono solo 31 e i permessi di soggiorno rilasciati appena 2. Per il lavoro subordinato non stagionale, su 3.441 richieste, sono stati concessi solo 2 nulla osta e nessun permesso di soggiorno.
Il dato più preoccupante del report riguarda il totale dei permessi di soggiorno rilasciati nel 2025 in provincia di Salerno per il lavoro non stagionale, che risulta pari a zero, confermando le difficoltà del sistema e il rischio che migliaia di lavoratori restino in condizioni di irregolarità e vulnerabilità.
La Commissione intende proseguire con ulteriori approfondimenti per individuare possibili interventi normativi e organizzativi volti a combattere il caporalato, migliorare la sicurezza dei lavoratori agricoli e rendere più efficace il sistema di ingresso regolare della manodopera straniera.
La Piana del Sele una delle aree più vulnerabili al caporalato: 24 morti e numerosi feriti sul lavoro in 18 mesi
La Piana del Sele rimane una delle aree più vulnerabili allo sfruttamento lavorativo e al caporalato. Questo il quadro poco incoraggiante della Commissione parlamentare d’inchiesta sullo sfruttamento e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Dopo un sopralluogo ad Amendolara, in Calabria, la commissione ha esplorato l'area di Campolongo a Eboli, per poi svolgere una serie di audizioni in Prefettura.Tra le informazioni raccolte dalla Commissione c'è il rapporto del professor Gennaro Avallone dell’Università di Salerno, che descrive una situazione critica. Tra novembre 2024 e aprile 2026 sono stati rilevati 24 episodi tra decessi e gravi infortuni sul lavoro, che hanno coinvolto cittadini stranieri nella Piana del Sele e in tutta la provincia di Salerno.
Il deputato e componente della Commissione, Franco Mari, ha spiegato che i casi documentati mostrano una ricorrenza preoccupante di incidenti stradali. In particolare, molti lavoratori sono stati investiti mentre si recavano ai campi in bicicletta lungo strade ad alto traffico, come la SS18, a causa della mancanza di un adeguato sistema di trasporto pubblico o di servizi organizzati dalle aziende agricole.
Il rapporto sottolinea anche gravi carenze nell’applicazione del Decreto Flussi. Secondo l’analisi presentata alla Commissione, questo decreto sembra generare nuova irregolarità invece di favorire l’ingresso regolare dei lavoratori.
I dati della provincia di Salerno sono particolarmente significativi. Nel 2024, su 27.129 richieste per lavoro stagionale, sono stati concessi 2.699 nulla osta, ma solo 180 permessi di soggiorno. Il divario è ancora più evidente nel lavoro subordinato non stagionale: 14.276 domande, 733 nulla osta e appena 40 permessi di soggiorno concessi.
La situazione peggiora nel 2025. Le richieste per lavoro stagionale sono state 3.977, ma i nulla osta concessi sono solo 31 e i permessi di soggiorno rilasciati appena 2. Per il lavoro subordinato non stagionale, su 3.441 richieste, sono stati concessi solo 2 nulla osta e nessun permesso di soggiorno.
Il dato più preoccupante del report riguarda il totale dei permessi di soggiorno rilasciati nel 2025 in provincia di Salerno per il lavoro non stagionale, che risulta pari a zero, confermando le difficoltà del sistema e il rischio che migliaia di lavoratori restino in condizioni di irregolarità e vulnerabilità.
La Commissione intende proseguire con ulteriori approfondimenti per individuare possibili interventi normativi e organizzativi volti a combattere il caporalato, migliorare la sicurezza dei lavoratori agricoli e rendere più efficace il sistema di ingresso regolare della manodopera straniera.




