I Carabinieri della Compagnia di Caserta, a completamento di un’articolata attività di indagine coordinata dai magistrati della
Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di custodia cautelare in carcere, nonché degli arresti domiciliari e del divieto di dimora nelle Provincie di Caserta e Napoli, nei confronti di 19 persone, indagate a vario titolo per i reati di
scambio elettorale politico mafioso, estorsione, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, commessi con l’aggravante dell’utilizzo del metodo mafioso.
Scambio elettorale mafioso
Le
indagini hanno permesso di accertare che,
Capone Giovanni, all’epoca
detenuto, utilizzando
dei
“pizzini” aveva dato precise disposizioni al fratello
Capone Agostino, affinché si occupasse
dell’
affissione dei manifesti elettorali nella città di Caserta. Quest’ultimo, avvalendosi della
collaborazione materiale di
Rea Vincenzo,
Italiano Antimo,
Merola Antonio e
Zarrillo
Antonio, imponeva ai candidati di fare riferimento alla società di servizi “Clean Service”, a lui riconducibile in quanto intestata alla moglie,
Semonella Maria Grazia.
Tale imposizione avveniva sia con
intimidazioni esplicite, come captato nel corso delle
intercettazioni, sia attraverso
minacce rivolte ai singoli soggetti sorpresi ad affiggere i manifesti a
tarda notte, sia coprendo i
manifesti affissi senza ricorrere alla loro società, facendo poi arrivare il messaggio che tale inconveniente non si sarebbe verificato se si fossero rivolti alla società Clean
Service.
Come emerge dalle conversazioni captate tra gli indagati, i proventi di tale attività ammontavano a
circa 17mila euro, dei quali una parte erano destinati a
rimpinguare le casse della fazione del clan
riferibile a Capone Giovanni, con particolare riferimento al mantenimento degli affiliati all’epoca
detenuti in carcere.
Corvino Pasquale e
Carbone Pasquale, entrambi candidati con il
“Nuovo Centro Destra –
Campania libera” durante le elezioni regionali del 2015, sono destinatari della misura cautelare degli
arresti domiciliari poiché indagati per aver chiesto agli esponenti del
clan Belforte di procurare loro i
voti di soggetti legati all’associazione camorristica, in cambio dell’erogazione di somme di denaro.
Spaccio di sostanze stupefacenti
Nel corso delle indagini sul conto di
Capone Agostino, è emerso come lo stesso fosse anche
coinvolto nell’attività di
spaccio di sostanze stupefacenti su Caserta ed ambisse a divenire l’unico
fornitore per gli spacciatori al dettaglio di Caserta.