Cure palliative, Polichetti (Udc): “Serve un modello che metta al centro la dignità del paziente”

La necessità di rafforzare il diritto alle cure palliative e costruire un modello di assistenza capace di accompagnare il paziente in ogni fase della malattia rappresenta una delle sfide più importanti per il futuro della sanità. Un approccio che deve mettere al centro la persona, la sua dignità e il sostegno alla famiglia, soprattutto nei percorsi caratterizzati da fragilità e sofferenza.
Cure palliative, Polichetti (Udc): "La dignità del paziente venga prima di tutto"
“Le cure palliative non possono essere considerate soltanto un intervento legato alla fase finale della vita, ma devono essere riconosciute come un percorso di cura globale, capace di rispondere ai bisogni fisici, psicologici, sociali e umani del paziente - dichiara Mario Polichetti, coordinatore nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc -. Una sanità veramente attenta alla persona deve garantire assistenza, sollievo dalla sofferenza e vicinanza, evitando che chi affronta una malattia complessa venga lasciato solo”.
“Come partito di ispirazione cattolica - aggiunge Polichetti - riteniamo fondamentale difendere il valore e la dignità della vita umana, contrastando ogni forma di accanimento terapeutico che rischia di trasformare il malato in un semplice destinatario di trattamenti privi di reale beneficio. Quando una patologia è riconosciuta come incurabile dalla comunità scientifica, l’uomo non può essere considerato una cavia sottoposta a procedure che non offrono una concreta prospettiva di miglioramento, ma che possono soltanto prolungare la sofferenza e compromettere la dignità della persona”.
“Il progresso medico deve sempre essere accompagnato da una responsabilità etica: curare significa anche saper assistere, alleviare il dolore e rispettare la volontà e la dignità del paziente - continua il coordinatore nazionale del Dipartimento Salute Udc -. Le cure palliative rappresentano proprio questo equilibrio: non abbandonano la persona, ma la accompagnano con competenza e umanità”.
“Servono investimenti, formazione del personale, integrazione tra assistenza domiciliare, strutture residenziali e servizi territoriali. Solo così possiamo costruire un sistema sanitario più giusto, capace non solo di curare la malattia, ma soprattutto di prendersi cura della persona - conclude Polichetti -. La vera qualità della sanità si misura anche dalla capacità di proteggere i più fragili e garantire loro rispetto, ascolto e dignità fino a ogni fase del percorso umano”.
“Come partito di ispirazione cattolica - aggiunge Polichetti - riteniamo fondamentale difendere il valore e la dignità della vita umana, contrastando ogni forma di accanimento terapeutico che rischia di trasformare il malato in un semplice destinatario di trattamenti privi di reale beneficio. Quando una patologia è riconosciuta come incurabile dalla comunità scientifica, l’uomo non può essere considerato una cavia sottoposta a procedure che non offrono una concreta prospettiva di miglioramento, ma che possono soltanto prolungare la sofferenza e compromettere la dignità della persona”.
“Il progresso medico deve sempre essere accompagnato da una responsabilità etica: curare significa anche saper assistere, alleviare il dolore e rispettare la volontà e la dignità del paziente - continua il coordinatore nazionale del Dipartimento Salute Udc -. Le cure palliative rappresentano proprio questo equilibrio: non abbandonano la persona, ma la accompagnano con competenza e umanità”.
“Servono investimenti, formazione del personale, integrazione tra assistenza domiciliare, strutture residenziali e servizi territoriali. Solo così possiamo costruire un sistema sanitario più giusto, capace non solo di curare la malattia, ma soprattutto di prendersi cura della persona - conclude Polichetti -. La vera qualità della sanità si misura anche dalla capacità di proteggere i più fragili e garantire loro rispetto, ascolto e dignità fino a ogni fase del percorso umano”.

