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Cronaca

Cuore 'bruciato' trapiantato ad un bambino al Monaldi, i medici: "Quadro critico per cuore, polmoni e reni"

Alessia Benincasa
Cuore 'bruciato' trapiantato ad un bambino al Monaldi, i medici: "Quadro critico per cuore, polmoni e reni"
Il piccolo con la mamma

Un bambino sottoposto ad un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli versa in condizioni critiche. Anche polmoni, reni e fegato sono compromessi. I medici valutano alternative, tra cui un cuore meccanico.

Trapiando di cuore per un bimbo di Napoli: peggiorano le condizioni cliniche

Le condizioni del piccolo paziente, trapiantato al cuore il 23 dicembre scorso presso l’ospedale Monaldi di Napoli, sono estremamente critiche. Dopo il parere degli esperti del Bambino Gesù di Roma, il quadro clinico risulta compromesso non solo per il cuore, ma anche per polmoni, reni e fegato.

Il trapianto e le complicazioni

Il cuore trapiantato era già compromesso, in parte per problemi nella conservazione durante il trasporto: il cuoricino era stato “congelato” con circa un mese di ritardo e precedentemente conservato in un normale contenitore di plastica. L’intervento ha salvato la vita del bambino, ma ha generato una condizione di insufficienza multiorgano avanzata.

Attualmente il piccolo presenta:

  • Emorragia cerebrale (ventricolare e subaracnoidea)

  • Infezione da Pseudomonas aeruginosa

  • Compromissione di polmoni, reni e fegato

  • Effetti collaterali da anticoagulanti e farmaci anti-rigetto

Nuovo trapianto: rischi elevati

Secondo i medici, un nuovo trapianto cardiaco rappresenta una controindicazione assoluta al momento, a causa del rischio di emorragie gravi e mortalità post-operatoria. La scarsità di organi disponibili complica ulteriormente eventuali alternative, rendendo necessario valutare soluzioni come l’impianto di un cuore meccanico, che potrebbe rappresentare una speranza, seppur con limiti e rischi significativi.

Quadro complessivo

Il dottor Carlo Pace Napoleone, direttore della cardiochirurgia pediatrica del Regina Margherita di Torino, evidenzia come la combinazione di insufficienza multiorgano e condizioni post-trapianto renda la situazione estremamente complessa: “Le capacità di recupero dei bambini a volte sono incredibili, ma questo è davvero un caso complicato e il piccolo è in condizioni davvero precarie”.

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