Divorzio, stop alla disparità tra marito e moglie: sentenza storica della Cassazione sull'assegno di mantenimento

Con una storica sentenza la Suprema Corte di Cassazione ha detto che l’assegno di mantenimento dovuto all’ex coniuge, dopo la separazione o il divorzio, non ha natura alimentare e, pertanto, può essere compensato con eventuali crediti vantati dallo stesso coniuge obbligato nei confronti dell’ex.
Se infatti è vero che il mantenimento serve per garantire l’autosufficienza a chi non è in grado di procurarsela, e che il nostro ordinamento è sempre improntato a tutelare la dignità umana, anche in caso di debiti, il Tribunale può fissare un limite al pignoramento del mantenuto in modo che la residua parte garantisca al beneficiario le esigenze primarie della persona (la spesa per il cibo, il vestiario, le medicine, i trasporti).
Assegno di mantenimento, storica sentenza della Cassazione
La questione ha fatto subito sorgere una domanda: si può pignorare l’assegno di mantenimento? E qual è il limite di pignoramento dell’assegno di mantenimento? Sì, l'assegno di mantenimento è pignorabile e non vi sono limiti imposti dalla legge per il pignoramento: pertanto l’assegno di mantenimento potrebbe essere pignorato per intero. Tuttavia nei fatti poi è sempre il giudice dell’esecuzione a stabilire un ammontare massimo oltre il quale non andare: ciò al fine di garantire una vita dignitosa al suo beneficiario.
Se infatti è vero che il mantenimento serve per garantire l’autosufficienza a chi non è in grado di procurarsela, e che il nostro ordinamento è sempre improntato a tutelare la dignità umana, anche in caso di debiti, il Tribunale può fissare un limite al pignoramento del mantenuto in modo che la residua parte garantisca al beneficiario le esigenze primarie della persona (la spesa per il cibo, il vestiario, le medicine, i trasporti).

