La protesta degli studenti
«Il 15 novembre, l'Unione degli Studenti, il principale sindacato studentesco in Italia, ha proclamato uno sciopero nazionale che coinvolgerà anche numerose realtà sociali e associazioni. Dalle organizzazioni sindacali a quelle ecologiste, antimafia e antirazziste, molte realtà stanno unendo le forze per sostenere le richieste di un sistema scolastico più equo e inclusivo», ha dichiarato la Rete della Conoscenza. «La giornata del 15 novembre è cruciale non solo per gli studenti, ma per tutti coloro che sostengono il diritto a un'istruzione pubblica e gratuita», ha sottolineato Tommaso Martelli, coordinatore nazionale dell'Unione degli Studenti. «Saremo presenti davanti alle sedi istituzionali a livello locale, regionale e nazionale, fino al ministero dell’Istruzione, per far sentire al ministro Valditara che la nostra voce non può più essere trascurata - prosegue - La nostra piattaforma è il risultato di un lavoro collettivo che coinvolge tutta Italia e mette in evidenza le criticità del sistema scolastico da cui desideriamo liberarci». Francesco Valentini, responsabile della comunicazione dell’Unione degli Studenti, aggiunge: «Questo sciopero è il grido di generazioni stanche di essere ignorate. Non chiediamo solo una scuola diversa: vogliamo un’istruzione che ci consenta di costruire un futuro basato su diritti e dignità, libera da logiche di sfruttamento e subordinazione».
Coinvolte anche le Università
«Il 15 novembre, in occasione dello sciopero studentesco nazionale indetto dall'Unione degli Studenti e da LINK-Coordinamento Universitario, invitiamo docenti, ricercatori, tecnici, personale amministrativo e dottorandi a unirsi agli studenti in piazza. Mobilitiamoci insieme per chiedere una scuola e un'università diverse, al di là dei tagli imposti da questo governo e da quelli precedenti, per restituire all'intera comunità educativa la dignità che merita, per costruire un paese migliore che parta dalla conoscenza». Così ha dichiarato Simone Cigliano, membro dell'esecutivo nazionale della Rete della Conoscenza, in merito allo sciopero studentesco previsto per venerdì. «Per liberarci dall'autoritarismo, dall'aumento dei costi della vita, dal bigottismo e dal patriarcato, dallo sfruttamento e dalla cultura della guerra, il 15 novembre l'Unione degli Studenti e Link-Coordinamento Universitario scenderanno in piazza - si legge nell'appello della Rete della Conoscenza. Vogliamo creare una scuola e un'università diverse, pubbliche, laiche e solidali, accessibili a tutti. Per realizzare questo obiettivo, abbiamo bisogno del contributo di tutte le componenti e di tutte le persone che animano il mondo dell'istruzione». «Docenti, tecnici, amministrativi, dottorandi e ricercatori, il 15 novembre unitevi a noi in piazza e contribuite a costruire insieme una nuova scuola e una nuova università», è l'ulteriore invito degli studenti.
La nota del Ministero dell'Istruzione
Lo sciopero è stato confermato dal ministero dell'Istruzione e del Merito: «Si informa che il 15 novembre 2024 si svolgerà uno sciopero del personale docente, ATA e educativo delle istituzioni scolastiche e educative, sia a tempo determinato che indeterminato, indetto da ANIEF. Nella stessa data, ADL Cobas e Rete di azione unitaria per l’inclusione – RUI hanno proclamato uno sciopero generale regionale per il personale del Comparto Istruzione e Ricerca della Lombardia», si legge sul sito ufficiale.





