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Cronaca

Salerno: arrivano i braccialetti reattivi, scudo hi-tech contro la droga dello stupro

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Salerno: arrivano i braccialetti reattivi, scudo hi-tech contro la droga dello stupro
Nasce a Salerno "10 MI PROTEGGO - Braccialetti che Proteggono, Voci che Contano", un’iniziativa pionieristica per blindare la sicurezza dei giovani durante la movida. Il cuore del progetto, presentato presso il Centro Antiviolenza Febe, è un dispositivo tanto semplice quanto rivoluzionario: un braccialetto reattivo capace di rilevare istantaneamente se un drink è stato alterato con sostanze stupefacenti, come il GHB (la cosiddetta "droga dello stupro").

Salerno: arrivano i braccialetti contro la droga dello stupro

Il sistema funziona per contatto: basta una goccia della bevanda sul braccialetto e, in presenza di sostanze sedanti o allucinogene, il dispositivo cambia colore, lanciando un allarme silenzioso ma immediato. L'obiettivo è fornire uno strumento di autodifesa che permetta di vivere i momenti di socialità in autonomia e senza timori.

Il progetto non si limita alla distribuzione dei braccialetti, ma mette in campo una rete di protezione multidimensionale:
  • Sinergia Istituzionale: Promosso da La Crisalide in Rete A.P.S., il piano vede la collaborazione del Comando Provinciale dei Carabinieri di Salerno, dell'ASL, dell'Ordine dei Farmacisti e dei Centri Antiviolenza (CAV).
  • Presidio della Movida: Saranno allestiti i cosiddetti "Safe Corner" durante gli eventi e nei luoghi di aggregazione giovanile, dove professionisti offriranno supporto e informazioni.
  • Prevenzione e Formazione: Sono previsti laboratori nelle scuole superiori e percorsi di formazione rivolti agli adulti per riconoscere i segnali di pericolo.
  • Supporto Anonimo: È stata attivata una chat dedicata, gestita dalle esperte dei Centri Antiviolenza, per garantire assistenza immediata e discreta.
L'iniziativa, sostenuta con forza dal Maggiore Antonio Corvino dell'Arma dei Carabinieri e dalla presidente di La Crisalide, Roberta Bolettieri, punta a trasformare Salerno in un modello di prevenzione. Il messaggio è chiaro: la sicurezza non è un limite alla libertà dei giovani, ma la condizione fondamentale per renderla possibile.
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