Riciclaggio a Pontecagnano Faiano, revisione con assoluzione: "Giovanni Attanasio è incensurato"

Il processo contro l'imprenditore Giovanni Attanasio si è concluso con un'assoluzione definitiva. Venerdì 20 febbraio la quarta sezione della Corte di Appello di Napoli ha accolto il ricorso presentato dalla difesa, assolvendolo dalle accuse di autoriciclaggio e revocando la sentenza di condanna, ormai passata in giudicato nel 2022. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Secondo l'accusa, tra il 2010 e il 2013 le società dell'uomo avrebbero evaso imposte per 2 milioni di euro e omesso versamenti di ritenute per oltre 6 milioni. Negli anni successivi, l'inchiesta arrivò ad ipotizzare un più vasto sistema di riciclaggio e intestazioni fittizie, ricostruito dalla Guardia di Finanza e dal Gico di Salerno. Nel dicembre del 2018 arrivò anche l'arresto dell'imprenditore. Al rito abbreviato condizionato, dopo una richiesta di condanna a 7 anni formulata dal Pm, Attanasio fu condannato a 2 anni e 8 mesi, pena che fu ridotta in appello a 2 anni e successivamente confermata in Cassazione nel 2022. In parallelo, per i reati presupposti si è celebrato un altro processo che si è concluso con l'assoluzione per 'non aver commesso il fatto e perché il fatto non sussiste'. Proprio su questa sentenza si è fondata la richiesta di revisione della condanna per autoriciclaggio. Istanza che la Corte di Appello napoletana ha ritenuto fondata, ribaltando quando già giudicato e cancellando la precedente condanna.
Riciclaggio a Pontecagnano Faiano: assolto l'imprenditore Giovanni Attanasio
Si è chiuso il processo che ha visto coinvolto l'imprenditore Giovanni Attanasio, ritenuto dalla Procura di fatto dell'agenzia interinale Lavoro Doc. La Quarta sezione della Corte di Appello di Napoli ha accolto il ricorso assolvendo l'uomo dal reato di autoriciclaggio e revocando la precedente condanna ormai passata in giudicato nel 2022 a due anni di reclusione. Con questa decisione Attanasio torna incensurato. La chiusura del procedimento arriva al termine di un iter complesso iniziato nell'estate del 2015 quando, nell'ambito di una indagine su presunti reati fiscali, scattò la confisca al patrimonio stimato in circa 10 milioni di euro. Il sequestro riguardava quote societarie, conti correnti, immobili, autoveicoli e opere d'arte.Secondo l'accusa, tra il 2010 e il 2013 le società dell'uomo avrebbero evaso imposte per 2 milioni di euro e omesso versamenti di ritenute per oltre 6 milioni. Negli anni successivi, l'inchiesta arrivò ad ipotizzare un più vasto sistema di riciclaggio e intestazioni fittizie, ricostruito dalla Guardia di Finanza e dal Gico di Salerno. Nel dicembre del 2018 arrivò anche l'arresto dell'imprenditore. Al rito abbreviato condizionato, dopo una richiesta di condanna a 7 anni formulata dal Pm, Attanasio fu condannato a 2 anni e 8 mesi, pena che fu ridotta in appello a 2 anni e successivamente confermata in Cassazione nel 2022. In parallelo, per i reati presupposti si è celebrato un altro processo che si è concluso con l'assoluzione per 'non aver commesso il fatto e perché il fatto non sussiste'. Proprio su questa sentenza si è fondata la richiesta di revisione della condanna per autoriciclaggio. Istanza che la Corte di Appello napoletana ha ritenuto fondata, ribaltando quando già giudicato e cancellando la precedente condanna.




