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Cronaca

Pugno duro contro il caporalato in Campania: riparte il Tavolo regionale dopo la tragedia di Salerno

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Pugno duro contro il caporalato in Campania: riparte il Tavolo regionale dopo la tragedia di Salerno
La lotta allo sfruttamento agricolo torna prepotentemente in cima all'agenda politica della Regione Campania. Presso Palazzo Santa Lucia, si è riattivato ufficialmente il Tavolo regionale contro il caporalato, un vertice che ha visto la partecipazione corale di ottanta delegati tra esponenti istituzionali, sigle sindacali, associazioni di categoria e mondo del terzo settore.

Pugno duro contro il caporalato in Campania

Il governatore Roberto Fico ha sottolineato l'importanza vitale di questo organismo, definendolo il pilastro su cui fondare un'azione di contrasto coordinata e sistematica contro ogni forma di schiavitù moderna nei campi. La strategia annunciata segna un cambio di passo: gli incontri non resteranno confinati nelle stanze del potere napoletano, ma diventeranno itineranti, toccando direttamente i territori provinciali più colpiti dal fenomeno per agire sul campo.

Le linee guida tracciate dall'assessore alle Politiche sociali, Andrea Morniroli, puntano su tre pilastri fondamentali:

  • Emersione e denuncia: abbattere il muro di omertà e paura che circonda gli abusi.
  • Inclusione reale: attivare percorsi di regolarizzazione contrattuale e formazione professionale.
  • Servizi di prossimità: potenziare la mediazione linguistica e il supporto socio-sanitario per i braccianti.
A dare una spinta decisiva e drammatica alla ripresa dei lavori è stata la tragica fine di Paul Neeraj, il bracciante indiano spirato lo scorso 25 aprile al "Ruggi d'Aragona" di Salerno. L'uomo, abbandonato davanti all'ospedale in condizioni disperate, è diventato il simbolo di una crudeltà che il Tavolo regionale si è ripromesso di sradicare. Mentre gli esami autoptici chiariranno le responsabilità dirette sulla morte di Neeraj, l'istituzione regionale punta a trasformare l'indignazione in una rete di protezione strutturata, capace di prevenire nuovi orrori nelle campagne campane.
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