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Pasquetta a Cremona: il sindaco porta in tavola la nutria (ma è polemica)

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Pasquetta a Cremona: il sindaco porta in tavola la nutria (ma è polemica)
In un piccolo comune alle porte di Cremona, le festività pasquali si sono concluse con un menù decisamente fuori dagli schemi: nutria alla griglia e in umido. L'iniziativa, che sta dividendo l'opinione pubblica tra curiosità gastronomica e indignazione, nasce da una provocazione (ormai storica) di Michel Marchi, sindaco di Gerre de' Caprioli, che da anni propone il consumo del roditore come soluzione pragmatica al problema delle specie infestanti.

Cremona, sindaco porta in tavola la nutria (ma è polemica)

A svelare i segreti di questo piatto insolito è stata la "cuoca della Confraternita della Nutria", intervenuta ai microfoni di Mattino Cinque. La preparazione ricalca quella della selvaggina tradizionale:

  • La Marinatura: Fondamentale per ingentilire il sapore, la carne viene lasciata riposare per una notte intera con limone, aglio, chiodi di garofano e aromi.
  • La Cottura: Simile a quella dell'arrosto di coniglio o del cinghiale, ma con un tocco particolare: la sfumatura avviene rigorosamente con la birra, che conferisce alla carne una morbidezza e un aroma unici.
  • Il Risultato: Una carne descritta come tenera, delicata e, soprattutto, magrissima (circa l'1% di grassi).
Il sindaco Marchi, che sul tema ha anche pubblicato il libro "Un sindaco in cucina", ha documentato il suo pranzo pasquale con video sui social, definendo la giornata ironicamente "nutrie-nte". Per il primo cittadino, non si tratta di una goliardata, ma di una questione di gestione ambientale: la nutria, essendo totalmente erbivora, fornirebbe una carne sicura e paragonabile a quella del coniglio, se trattata correttamente.

Nonostante l'entusiasmo del "sindaco-cuoco", la questione resta complessa. Se in altri Paesi (come Stati Uniti o Germania) il consumo è comune, in Italia la normativa sanitaria è ancora molto rigida e non ne permette la commercializzazione ufficiale nei ristoranti. Le critiche non sono mancate: dalle associazioni animaliste che definiscono "macabra" la proposta, ai cittadini preoccupati per i rischi igienici. Tuttavia, Marchi tira dritto: "È un pregiudizio culturale. Chi mangia maiale o coniglio e prova ribrezzo per la nutria è solo incoerente".
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