La
Corte europea dei diritti dell'uomo ha
respinto il
ricorso di
Antonio Logli, marito di
Roberta Ragusa, scomparsa improvvisamente dalla sua casa di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, il 14 gennnaio 2012. Logli, accusato della sparizione e dell'omicidio della moglie, si era rivolto alla Corte di Strasburgo all'indomani della
sentenza definitiva, emessa il 20 luglio 2019, che ha
condannato Logli a 20 anni di carcere. Nel
ricorso si ipotizzava la
violazione del
diritto di difesa ritenendo che non fossero state presi in considerazione gli elementi a discolpa riguardanti alcuni presunti avvistamenti della donna dopo la sua scomparsa.
Omicidio Roberta Ragusa: respinto dalla Corte di Strasburgo il ricorso di Antonio Logli
La
Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha respinto il ricorso presentato da Antonio Logli contro la condanna definitiva a 20 anni di carcere con l'accusa di aver ucciso la moglie Roberta Ragusa. Nel ricorso si ipotizzava la
violazione del
diritto di
difesa, ritenendo che non fossero stati presi in considerazione gli elementi a discolpa di Logli riguardanti alcuni presunti avvistamenti della donna dopo la sua scomparsa.
La vicenda
Aveva 44 anni
Roberta Ragusa al momento della scomparsa: il suo cadavere non è mai stato trovato. Sposata e madre di due figli, viveva a San Giuliano Terme, in provincia di Pisa dove, insieme al marito, gestiva una scuola-guida. Il 6 marzo 2015 il marito della donna,
Antonio Logli, venne prosciolto dal gip Giuseppe Laghezza che dichiarò “
il non luogo a procedere”. Di conseguenza, il processo a suo carico non si tenne. Le indagini durarono tre anni e, in un primo momento, ci furono diverse segnalazioni da diverse parti d’Italia, dove dei testimoni affermarono di aver visto la donna viva. Ma le segnalazioni, tuttavia, si rivelarono non veritiere. Ad inchiodare il marito di Roberta c’era stata la testimonianza del vicino di casa,
Loris Gozzi, che aveva detto di aver sentito un litigio tra un uomo e una donna la notte della scomparsa di Roberta, e di aver visto Logli far salire in auto una donna con la forza. Da qui le accuse di
omicidio e di
occultamento di
cadavere nei confronti di Logli. Il pm Aldo Mantovani aveva chiuso le indagini e chiesto il
rinvio a
giudizio. A luglio del 2019 la Cassazione ha confermato la
condanna a 20 anni ritenendo Logli responsabile dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere della moglie.