L'Occhio di Salerno
Cronaca

Anziana in barella oltre 48 ore al Ruggi di Salerno, scatta il blitz di Cantone: "Attesa legata a tempi tecnici di analisi"

Alessia Benincasa
Anziana in barella oltre 48 ore al Ruggi di Salerno, scatta il blitz di Cantone: "Attesa legata a tempi tecnici di analisi"
Nicola Cantone ha voluto verificare in prima persona quanto stesse accadendo all'ospedale Ruggi di Salerno dopo la denuncia di un'anziana bloccata in barella da oltre 48 ore. Arrivano dunque i chiarimenti: "Attesa legata a tempi tecnici di analisi". Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.

Anziana in barella oltre 48 ore al Ruggi di Salerno, scatta il blitz di Cantone: "Attesa legata a tempi tecnici di analisi"

Un intervento tempestivo, nel cuore della prima emergenza, per chiarire ogni dubbio di disservizio o trascuratezza. È questo il segno distintivo del nuovo approccio operativo introdotto da Nicola Cantone, evidenziato durante l'ispezione a sorpresa condotta ieri pomeriggio presso il Pronto Soccorso dell'ospedale Ruggi d'Aragona. Insieme al primario del reparto Antonio Petrocelli, il neo-direttore generale ha voluto constatare di persona la realtà dei fatti dietro una segnalazione avanzata dai parenti di una paziente. La denuncia prospettava un presunto ricovero prolungato e ingiustificato della donna su un lettino d'emergenza per oltre 48 ore. Tuttavia, l’indagine sul posto ha rapidamente ridimensionato le accuse, confermando l’assenza di negligenza o inefficienze sanitarie. La paziente, una donna di 72 anni con le iniziali M.C.D.N., era giunta in ospedale per una sospetta occlusione intestinale associata a un grave squilibrio elettrolitico.

Contrariamente alle voci iniziali che parlavano di un’attesa prolungata oltre i tre giorni, l’effettiva permanenza della paziente sulle barelle non ha mai superato le 48 ore. Tale tempistica, in fase di scadenza nel tardo pomeriggio di ieri, è stata impiegata per intensi accertamenti diagnostici e terapeutici che si sono resi indispensabili alla gestione della sua condizione. Fin dal momento del suo arrivo in pronto soccorso, il personale medico ha monitorato i parametri vitali della paziente 24 ore su 24, sottoponendola a esami chiave come una radiografia al torace e una tomografia computerizzata (Tac), necessari per definire con precisione il quadro sanitario e garantirle un trasferimento sicuro alla degenza più adeguata.

L'ispezione condotta direttamente da Cantone e dal primario Petrocelli ha confermato la regolare adesione ai protocolli clinici da parte del personale sanitario. Per eliminare ogni dubbio e prevenire interpretazioni fuorvianti riguardo alla gestione clinica, direttore e primario hanno incontrato personalmente i familiari della donna. Nonostante avessero presentato una diffida formale per sollecitare un rapido trasferimento, i parenti hanno riconosciuto il grande impegno profuso dal personale sanitario, descritto come altamente dedicato nonostante condizioni di lavoro gravose, aggravate dal sovraffollamento e dalla cronica carenza di posti letto.

Durante l’incontro, i responsabili dell’ospedale hanno fornito dettagliate spiegazioni circa la tempistica e la sequenza degli esami condotti, chiarendo che l’attesa in barella era dovuta esclusivamente ai tempi tecnici indispensabili per l’analisi dei referti radiologici. Nessuna interruzione è stata riscontrata nella cura della paziente. Questo approccio trasparente ha contribuito a rasserenare gli animi dei familiari, dissipando i timori e prevenendo ulteriori allarmismi infondati. Nel frattempo, la procedura per trovare una sistemazione definitiva nel reparto idoneo è proseguita senza ostacoli e la direzione ha assicurato che la paziente avrebbe ricevuto il trasferimento in serata.
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