L'inchiesta della
Procura di
Napoli sull'Alleanza di Secondigliano - che oggi ha portato a un
maxi blitz interforze in tutta
Italia - ha fatto emergere circostanze scioccanti riguardo il lucro sui decessi del clan Contini presso l'
Ospedale San Giovanni Bosco.
500 euro per portare via il defunto
Pare, infatti, che chi
necessitava di riavere quanto prima la salma del proprio congiunto deceduto, non poteva fare altre che rivolgersi agli uomini del
clan. Versando la
somma di 500 euro, ovviamente a nero.
La camorra aveva modo così di falsificare i
documento, facendo credere che il
morto in realtà era vivo e poteva persino essere dimesso. A questo punto, i
congiunti potevano portarlo a casa con l'ambulanza.
Sull'incresciosa vicenda, dichiara su Facebook il
ministro Grillo: «Sappiamo, attraverso un’interlocuzione che ho avuto con il sottosegretario al ministero dell’Interno
Carlo Sibilia, che domani ci sarà la convocazione del comitato - e proseguendo - la
camorra aveva fatto dell’
Ospedale San Giovanni Bosco di
Napoli una sua base logistica. Ora basta: la
camorra non può tenere in ostaggio la sanità campana. Servono decisioni coraggiose e lo Stato farà la sua parte, perché non c’è salute senza
legalità».
Dopo le
formiche, un'altra gatta da pelare per l'
Ospedale napoletano. Degna di nota è anche la posizione di un avvocato penalista, nel mirino degli inquirenti per aver avuto una
interlocuzione tra il boss
Edoardo Contini,
detenuto al 41bis, e gli affiliati di alto rango dell’omonimo
clan.