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Salerno, Maria Cuono vince il primo premio al Concorso Artistico Letterario “Amore è”

Carla Castellano
Salerno, Maria Cuono vince il primo premio al Concorso Artistico Letterario “Amore è”
Maria Cuono

La città di Salerno celebra il talento letterario. Maria Cuono, giornalista, scrittrice e direttrice di Newspage Allinfo, ha ottenuto il primo premio al Concorso Artistico Letterario “Amore è” grazie al racconto inedito “Il peso della luce: l’ultima struttura”.

Un racconto tra tecnica e sentimento

La cerimonia si è svolta in un clima di forte partecipazione culturale ed è stata ideata e condotta dalla giornalista Rita Occidente Lupo, direttrice responsabile del quotidiano Dentro Salerno. Il tema dell’amore ha rappresentato il filo conduttore dell’intera manifestazione.

L’opera premiata si distingue per un linguaggio originale. Maria Cuono utilizza termini mutuati dall’ingegneria per raccontare i “cedimenti strutturali” dell’animo umano, individuando nell’amore l’unico elemento capace di sostenere e ricostruire ciò che crolla.

Nel suo intervento, l’autrice ha sottolineato come l’amore non sia soltanto un’emozione, ma una vera e propria struttura portante dell’esistenza, capace di opporsi alla depressione e al senso di smarrimento. La vittoria è stata dedicata agli artisti e a tutte le persone che affrontano momenti di fragilità interiore.

Etica e cultura: la posizione sul giornalismo

Durante la premiazione, Maria Cuono ha ribadito la propria visione dell’informazione culturale, ponendo l’accento sul rispetto dell’artista e sull’importanza di un giornalismo fondato sull’etica.

Secondo l’autrice, la narrazione dell’arte dovrebbe valorizzare il talento e non alimentare dinamiche di gossip o sensazionalismo. Un messaggio che si inserisce nel dibattito più ampio sul ruolo dell’informazione nel panorama culturale contemporaneo.

Un riconoscimento nel segno della coerenza

Il premio ottenuto al Concorso “Amore è” consolida il percorso di un’autrice che unisce precisione giornalistica e sensibilità narrativa. La giuria ha premiato proprio questa capacità di fondere rigore e introspezione.

La serata si è conclusa con una riflessione sull’arte come strumento di trasformazione: un mezzo per convertire il dolore in luce e per restituire dignità alla fragilità umana.

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