Governo Draghi e governo Conte a confronto: elementi di continuità?

Sull'eterno confronto tra governo Draghi e governo Conte si ritorna in continuazione. La certezza è che si avvertono elementi di continuità, dettati dal buonsenso e dalla delicata situazione pandemica, con un'unica eccezione: il governo di unità nazionale non ha ancora elargito sostegni ai cittadini.
Da un lato, Conte si è trovato al comando nel momento maggiormente difficile. Il Covid era un nemico sconosciuto, arginato in maniera piuttosto frettolosa e lacunosa. Sicuramente saranno stati commessi errori, ma, pur non essendo un "uomo politico", Giuseppe Conte ha dimostrato inestimabile valore. Il suo successore, invece, ha trovato la strada in parte spianata. Non sono state intraprese sostanziali novità, anzi si è proseguito attraverso l'evocazione di nutriti elementi di continuità. Draghi, pur avendo una squadra di governo con ambizioni ampie ed opposte, è riuscito a canalizzarsi sulla strada del Premier predecessore, dimostrandolo con restrizioni e con nessuna intenzione di allentare la presa.
Le uniche cospicue differenze si rilevano in ambito comunicativo ed in termini di ristori alla popolazione. Sulla comunicazione, il Presidente Mario Draghi denota notevoli pecche. Una buona fetta di cittadini, infatti, gli riconosce di essere poco rassicurante. Sul fronte ristori, dopo lo scostamento di bilancio di trentadue miliardi in Parlamento, non si è ancora intravisto un aiuto concreto.
L'eterno confronto tra governo Draghi e governo Conte bis
Le necessarie dimissioni di Giuseppe Conte hanno accelerato l'avvento forzoso del governo Draghi. Da allora sono trascorsi circa due mesi e nell'opinione pubblica rinviene costantemente il paragone dell'operato dei due leader.
Da un lato, Conte si è trovato al comando nel momento maggiormente difficile. Il Covid era un nemico sconosciuto, arginato in maniera piuttosto frettolosa e lacunosa. Sicuramente saranno stati commessi errori, ma, pur non essendo un "uomo politico", Giuseppe Conte ha dimostrato inestimabile valore. Il suo successore, invece, ha trovato la strada in parte spianata. Non sono state intraprese sostanziali novità, anzi si è proseguito attraverso l'evocazione di nutriti elementi di continuità. Draghi, pur avendo una squadra di governo con ambizioni ampie ed opposte, è riuscito a canalizzarsi sulla strada del Premier predecessore, dimostrandolo con restrizioni e con nessuna intenzione di allentare la presa.
Le uniche cospicue differenze si rilevano in ambito comunicativo ed in termini di ristori alla popolazione. Sulla comunicazione, il Presidente Mario Draghi denota notevoli pecche. Una buona fetta di cittadini, infatti, gli riconosce di essere poco rassicurante. Sul fronte ristori, dopo lo scostamento di bilancio di trentadue miliardi in Parlamento, non si è ancora intravisto un aiuto concreto.




