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Cronaca

Eboli, il relitto della Mensh II resta un fantasma sulla sabbia: dopo 1.600 giorni è emergenza totale

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Eboli, il relitto della Mensh II resta un fantasma sulla sabbia: dopo 1.600 giorni è emergenza totale
Il calendario segna aprile 2026, ma sulla spiaggia libera di Eboli il tempo sembra essersi fermato a quel novembre 2021. La Mensh II, l'imbarcazione polacca di 24 metri naufragata quasi cinque anni fa, è ancora lì: un ammasso di lamiere, resine e materiali in decomposizione che rappresenta ormai il simbolo dell'impotenza burocratica del litorale salernitano.

Eboli, il relitto della Mensh II resta un fantasma sulla sabbia

Nonostante le ordinanze del sindaco Mario Conte e l'attenzione mediatica, il relitto si sta letteralmente sbriciolando. Le associazioni ambientaliste e i cittadini denunciano un quadro allarmante:

  • Microplastiche e tossine: Il continuo sfaldamento dello scafo rilascia materiali nocivi direttamente nell'ecosistema marino.
  • Pericolo per i bagnanti: La carcassa è instabile e tagliente, ma continua ad attirare curiosi e giovanissimi, trasformandosi in una trappola potenzialmente mortale.
  • Degrado del litorale: Un tratto di spiaggia pubblica sottratto alla collettività proprio mentre ci si avvicina alla stagione balneare 2026.
Sulla vicenda è tornato a farsi sentire con forza Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, che ha definito la situazione uno "scandalo inaccettabile". Secondo Borrelli, la permanenza del relitto dopo oltre 1.600 giorni è la prova di un doppio standard: "Se questa barca fosse finita in una località d'élite, sarebbe stata rimossa in 48 ore".

Il deputato chiede che il Ministero dell'Ambiente e la Guardia Costiera non attendano oltre le mosse della società armatrice straniera — che finora ha ignorato ogni sollecito — ma procedano con la rimozione coattiva, addebitando successivamente ogni centesimo delle spese ai proprietari.

La comunità di Eboli è stanca. Dopo anni di interrogazioni parlamentari e promesse cadute nel vuoto, la richiesta è univoca: la spiaggia deve essere liberata prima dell'estate. La Mensh II non è più solo un relitto, ma una "ferita aperta" che documenta il fallimento del coordinamento tra istituzioni e privati. Il tempo delle attese, come sottolineano i cittadini, è scaduto da oltre mille giorni.
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