L’ imprenditore che ha denunciato il racket teme che il caro bolletta possa incentivare il rischio usura. La lavanderia di Antonio Diana, oggi, è il simbolo della lotta agli usurai. Il locale si trova a Fonte Laurentina, Roma.
La denuncia dell’imprenditore che si ribellò al racket
Ha riaperto, anche dopo qualche giorno di chiusura per il distacco della corrente elettrica, la lavanderia romana simbolo della lotta agli usurai. Ma il titolare, Antonio Diana, che nel 2010 fece arrestare i suoi strozzini legati al clan dei Casamonica, avverte: "Il caro bollette rischia di far finire tanti commercianti come me nelle mani di questi criminali. La situazione è diventata insostenibile, le bollette sono passate da mille a 4mila euro", racconta.
Diana, per questo motivo, ha dovuto chiudere temporaneamente la sua attività. Ma grazie all'intervento del fondo regionale antiusura è riuscito a ripartire. "Abbiamo notato un incremento delle richieste di aiuto legate all'impennata dei costi dell'energia", spiega Luigi Ciatti, presidente dell'Ambulatorio antiusura di Roma. "Molte persone non sanno dell'esistenza di questo fondo. La nostra sfida è arrivare prima degli usurai".