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Cronaca

Cava de' Tirreni, il calvario di Lola: la burocrazia dimentica la SLA e taglia i fondi

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Cava de' Tirreni, il calvario di Lola: la burocrazia dimentica la SLA e taglia i fondi
Apollonia D'Arienzo, l'ex ballerina nota a tutti come Lola, si ritrova oggi prigioniera di un paradosso istituzionale che mette a rischio la sua stessa sopravvivenza. Nonostante combatta da quasi trent'anni contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica, dallo scorso dicembre la donna non riceve più l'assegno di cura, il sussidio vitale destinato a coprire l'assistenza domiciliare h24 di cui necessita come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Cava de' Tirreni, il calvario di Lola: la burocrazia taglia i fondi

Il blocco dei pagamenti, che dura ormai da quattro mesi, non è un caso isolato ma il sintomo di una paralisi nazionale legata ai ritardi nell'approvazione del nuovo Piano per la non autosufficienza 2025-2027. Lo stallo romano si ripercute a cascata: senza un decreto governativo, le Regioni restano a mani vuote e i Comuni sospendono le erogazioni. A complicare il quadro intervengono rigidi vincoli di rendicontazione che congelano le risorse qualora gli enti locali non dimostrino di aver speso i fondi degli anni precedenti.

La Fondazione Promozione Sociale, che segue da vicino la vicenda di Lola, denuncia con forza la trasformazione di un diritto alla salute in una variabile amministrativa. A differenza delle prestazioni puramente sanitarie, che vengono garantite a prescindere, l'assistenza sociale per i malati gravi sembra oggi dipendere dalla firma di un documento burocratico. L'appello lanciato alle istituzioni è quello di procedere con anticipi di cassa per evitare che l'attesa diventi letale per chi, come Apollonia, ha già superato ogni record di resistenza alla malattia.

Mentre la sorella Mariarosaria e i volontari dell'associazione "Amici di Lola" si prodigano per colmare i vuoti lasciati dallo Stato, la situazione clinica della donna si fa sempre più delicata, segnata da frequenti ricoveri in rianimazione. Per Lola, definita un'"eroina silenziosa", il tempo non è un concetto astratto: ogni giorno senza assegno è un giorno in cui la dignità e la sicurezza delle cure diventano un miraggio, in un Paese dove la burocrazia sembra aver perso il contatto con la realtà del dolore.
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