Chiuso il transito veicolare e pedonale del
viadotto sul canale d’acqua che si immette nel
Lago Patria. E’ quanto si apprende da un’ordinanza del
Sindaco di Castel Volturno Dimitri Russo. Il
cemento risulta in
pessime condizioni.Chiuso il ponte per rischio crollo
La decisione è stata presa dopo un sopralluogo effettuato da una squadra di
Vigili del Fuoco in data 25/03/19 per una verifica statica del viadotto sovrastante il canale d’acqua che s’immette nel Lago. Vista la relazione di servizio dell’Arch. Carmela IMPARATO, che intervenuta sul posto ha certificato quanto segue: la struttura in
cemento armato del
viadotto versa in condizioni di
estremo degrado tali da richiedere un’accurata verifica.
L'ispezione
In particolare i tecnici hanno
ispezionato visivamente la parte sottostante la
pavimentazione stradale rilevando anch’essi un evidente stato di
degrado della
struttura portante causato: dalla disgregazione del conglomerato, dal distacco del copri ferro di alcune delle travi in cemento armato poste a servizio dell’infrastruttura, dalla corrosione dei ferri di armatura che hanno subito una considerevole diminuzione della sezione dei tondini, nonché evidenti ed accentuate flessioni di alcune travi di sostegno del viadotto, il tutto comprovato da adeguata documentazione fotografica in atti.
Valutato che le attuali condizioni di precaria stabilità dell’infrastruttura viaria, in considerazione del flusso consistente dei mezzi, anche pesanti, che lo percorrono quotidianamente, non consentono di escludere il potenziale
pericolo di un suo improvviso
crollo.
L'immediata chiusura al transito
E’ stato ritenuto necessario, alla luce dell’incombente pericolo per la sicurezza della circolazione stradale e l’incolumità delle persone emergente dalla documentazioni in atti, e dallo stato di fatto di dover provvedere all’
immediata chiusura al
transito del viadotto in argomento, inibendo la circolazione a tutte le categorie di veicoli, compresi i pedoni, fino all’esecuzione delle appropriate verifiche tecniche necessarie per valutare oggettivamente lo stato di degrado del cemento armato, e quindi stabilire, in base anche alle esigenze di carattere sismico,
quale intervento sia necessario eseguire per la messa in sicurezza definitiva dell’infrastruttura
“recupero, consolidamento e/o demolizione”.