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Cronaca

Capaccio Paestum, cardellini vivi usati come esche: denunciati due bracconieri

Carla Castellano
Capaccio Paestum, cardellini vivi usati come esche: denunciati due bracconieri

Nuovo intervento contro il bracconaggio nell’agro di Capaccio Paestum, dove due persone sono state sorprese in un uliveto mentre avrebbero tentato di catturare piccoli volatili, in particolare cardellini.

L’operazione è stata condotta dalle guardie ambientali dell’Accademia Kronos di Salerno, insieme alle guardie dell’Enpa e con il supporto dei Carabinieri Forestali di Capaccio Paestum. I due soggetti sono stati denunciati, mentre l’attrezzatura utilizzata per la cattura è stata sequestrata.

Il blitz nell’uliveto

L’intervento arriva a pochi giorni da un’altra operazione simile, durante la quale era stato denunciato un uomo trovato con reti e richiami elettronici. Questa volta, però, il sistema individuato dagli operatori è apparso ancora più crudele.

Secondo quanto ricostruito, nell’uliveto erano stati sistemati diversi metri di rete trappola a maglie strette, collegata a un meccanismo azionato a distanza con carrucole, picchetti in ferro e circa 40 metri di corda.

Cardellini legati ai bastoni come richiami

A rendere ancora più grave il quadro è stato il ritrovamento di cardellini vivi utilizzati come esche. Gli uccelli, probabilmente catturati in precedenza, sarebbero stati legati e imbracati per le ali, poi fissati a bastoni di legno accanto ai richiami elettronici.

Il loro movimento e il canto diffuso dagli apparecchi servivano ad attirare altri esemplari, che finivano così nella rete predisposta dai bracconieri.

Sequestrata l’attrezzatura

Al momento del controllo, i due avevano già catturato diversi cardellini, rinvenuti all’interno di piccole gabbie. Le guardie hanno sequestrato tutta l’attrezzatura utilizzata: reti, paletti, richiami acustici con casse di diffusione del canto, picchetti in ferro, mazzette, corde e oggetti da taglio.

Alcuni volatili presentavano evidenti segni di mutilazione, dovuti all’imbracatura e alla tarpatura delle ali. Nessuno degli esemplari aveva anelli identificativi.

Gli uccelli trasferiti al Cras Frullone

I cardellini recuperati sono stati affidati al personale dell’Enpa e trasferiti all’ambulatorio veterinario del Cras Frullone di Napoli, centro di recupero per animali selvatici, dove saranno sottoposti alle cure necessarie.

L’obiettivo è verificare le condizioni degli esemplari e valutare, ove possibile, un percorso di recupero.

Il mercato illegale dell’avifauna

Dietro queste catture si nasconde spesso un commercio illecito di uccelli selvatici. I cardellini, soprattutto se utilizzati come richiami, possono raggiungere valori molto elevati nel mercato illegale.

L’operazione conferma l’attenzione delle guardie ambientali, dell’Enpa e dei Carabinieri Forestali sul fenomeno dell’uccellagione, una pratica vietata che colpisce specie protette e provoca gravi sofferenze agli animali catturati.

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