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Cronaca

Presunte acque sotterranee contaminate in Campania: scatta l'allarme anche in tre comuni salernitani

Alessia Benincasa
Presunte acque sotterranee contaminate in Campania: scatta l'allarme anche in tre comuni salernitani
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Cresce la preoccupazione per presunte acque sotterranee contaminate da sostanze potenzialmente cancerogene: scatta l'allarme in tre comuni della provincia di Salerno. Lo riporta SalernoToday.

Presunte acque sotterranee contaminate in Campania: scatta l'allarme in provincia di Salerno

Preoccupazione crescente nell’Agro nocerino-sarnese a seguito della diffusione di dati preoccupanti sulla contaminazione delle falde acquifere da sostanze chimiche potenzialmente cancerogene. Secondo un recente studio condotto dall’Università Federico II di Napoli, i comuni di Scafati, Angri e Sarno figurano tra le zone più colpite, con superamenti significativi delle concentrazioni limite di tricloroetilene (Tce) e tetracloroetilene (Pce) registrati nel primo trimestre del 2024.

La Regione Campania ha risposto chiedendo alle Asl competenti di eseguire verifiche urgenti di tipo sanitario, ambientale e veterinario per valutare l’impatto su salute pubblica e attività agroalimentari. Queste sostanze, largamente impiegate in passato in ambito industriale e come solventi chimici, presentano importanti rischi per la salute: il Tce è riconosciuto come cancerogeno ed è legato a tumori del rene e del fegato oltre al linfoma non-Hodgkin, mentre il Pce è classificato come probabile cancerogeno.

Implicazioni per l’Agro nocerino-sarnese

Il caso assume particolare rilievo nel Salernitano a causa delle caratteristiche del territorio. Scafati, Angri e Sarno sono infatti tra le aree più densamente abitate e attive dal punto di vista produttivo dell’intera provincia di Salerno. Con una fitta rete di aziende agricole, attività industriali e un sistema idrico che spesso si integra con pozzi privati e sistemi irrigui, la contaminazione acquatica solleva preoccupazioni significative. Gli esperti temono non solo esposizioni dirette tramite utilizzo domestico delle acque inquinate, ma anche rischi indiretti legati all’irrigazione dei terreni, con possibili ripercussioni sulla catena alimentare.

La Regione Campania, nella nota inviata alle Asl, evidenzia la necessità di indagare eventuali interferenze con la filiera agroalimentare e i fenomeni di bioaccumulo che potrebbero interessare gli ecosistemi locali.

Azioni richieste dalle autorità regionali

L’allarme scaturisce da una relazione trasmessa lo scorso 20 febbraio dall’Università Federico II, che ha rilevato superamenti generalizzati dei valori consentiti nelle falde acquifere campane. Sebbene l’area della Terra dei Fuochi presenti le criticità più gravi, anche il Salernitano è stato inserito nella mappa delle zone prioritarie da monitorare. Alle Asl è stato richiesto di avviare controlli approfonditi coinvolgendo i dipartimenti di prevenzione, i servizi veterinari, l’Arpac e gli enti preposti alla tutela ambientale. L’obiettivo principale è quello di determinare l’effettiva estensione della contaminazione, identificare le fonti responsabili e valutare il rischio sanitario per la popolazione residente.
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