L'Occhio di Salerno
Inchiesta

1 Maggio 2026: Il paradosso del Sud tra crescita occupazionale e salari in picchiata

Occhio di Salerno
1 Maggio 2026: Il paradosso del Sud tra crescita occupazionale e salari in picchiata
Foto generica
In occasione della Festa dei Lavoratori, le ACLI di Salerno lanciano un grido d’allarme basato sui dati della ricerca ACLI-IREF "Un'Italia stabilmente fragile". Il quadro che emerge per il Mezzogiorno e la provincia di Salerno è un paradosso economico: l'occupazione cresce leggermente, ma il potere d'acquisto crolla, delineando il fenomeno del "lavoro povero".

1 Maggio 2026: Il paradosso del Sud

Nonostante nel 2025 il Sud abbia registrato un incremento dell'occupazione di +0,7 punti, il divario con il Nord resta abissale: il tasso di occupazione al Sud si ferma al 50% contro il 70% del settentrione. Ma il dato più allarmante riguarda chi il lavoro lo ha già:
  • Perdita di potere d'acquisto: Negli ultimi anni è stata stimata una riduzione del 18%.
  • Inflazione e salari: Il 51% dei lavoratori non ha recuperato l'inflazione cumulata dal periodo pre-Covid, con una perdita reale media dell'8,7%.
  • Immobilità sociale: Il 66,1% dei lavoratori che nel 2020 percepiva il reddito più basso si trova ancora nella stessa condizione nel 2025.
Le ACLI evidenziano come il concetto di "lavoro stabile" sia oggi svuotato di significato. Anche i contratti a tempo indeterminato, a seguito del Jobs Act e della diffusione di forme contrattuali come soci di cooperative o stagionali interinali, sono soggetti a un'intermittenza che ne mina la sicurezza.

Il dibattito si sposta poi sulla misura del governo riguardante il "salario giusto". Le ACLI la definiscono una mossa "propagandistica" e obbligata, che lega la retribuzione ai contratti collettivi nazionali più rappresentativi. Tuttavia, secondo l'associazione, questo non basta a garantire l'Articolo 36 della Costituzione, che richiede una retribuzione sufficiente a garantire un'esistenza libera e dignitosa.

Salerno: un territorio fragile

La provincia di Salerno riflette queste criticità nazionali in modo amplificato:

  • Alti livelli di disoccupazione giovanile e femminile.
  • Forte incidenza del lavoro precario e irregolare.
  • Emigrazione forzata delle nuove generazioni.
Il messaggio delle ACLI provinciali è in linea con quello dei Vescovi italiani: "Il lavoro e l'edificazione della pace". Senza lavoro dignitoso, la convivenza civile si indebolisce. L'appello alle istituzioni è di passare da interventi episodici a una strategia strutturale che includa politiche industriali credibili, investimenti infrastrutturali e un contrasto serio al lavoro povero.

"Non è più tollerabile che intere generazioni debbano scegliere tra precarietà ed emigrazione", concludono le ACLI di Salerno, ribadendo l'impegno quotidiano dell'associazione nella formazione e nel sostegno alle famiglie.
Condividi

Leggi anche