Suicidio di Orlando Merenda: cade l’ipotesi di bullismo omofobo | Si indaga su un ricatto

Cade l'ipotesi del bullismo omofobo all'origine del suicidio di Orlando Merenda. Come riportato dal Corriere della Sera, la polizia sta scandagliando la vita del ragazzo e si cercano tracce anche nel cellulare. E man mano che le indagini vanno avanti, si aprono nuovi fronti investigativi. Se in un primo momento gli accertamenti si sono concentrati su omofobia e bullismo, ora si lavora su altre piste: il fascicolo aperto dal pm Antonella Barbera ipotizza il reato di istigazione al suicidio.
Suicidio di Orlando Merenda: si indaga sul ricatto
Certo è che Orlando non si sentiva completamente accettato: qualcuno, forse tra le mura domestiche, gli rinfacciava la sua omosessualità, altri ancora potrebbero essersi approfittati delle sue fragilità quando ancora era minorenne. «Ultimamente era turbato e aveva paura di qualcuno», ha raccontato il fratello Mario. Ma di chi? E perché? Tra gli amici qualcun altro si spinge più in là e sommessamente parla di «un brutto giro» e di un vago «ricatto» che non sapeva come affrontare. Confidenze che Orlando avrebbe fatto agli amici, ma anche ai docenti che il giorno prima di uccidersi ha voluto salutare uno per uno.




