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Stage, stipendi fermi a 600 euro: il talento risulta poco valorizzato in Italia

Alessia Benincasa
Stage, stipendi fermi a 600 euro: il talento risulta poco valorizzato in Italia
Secondo uno studio condotto da Ing e YouGov, il 55% dei giovani considera fondamentali le opportunità di formazione nella scelta di uno stage, mentre per il 62% il compenso economico risulta determinante nel decidere tra restare in Italia o trasferirsi all'estero.

Stage, stipendi fermi a 600 euro: il talento risulta poco valorizzato in Italia

Quando arriva il momento di scegliere tra diverse opportunità lavorative e tra restare in Italia o trasferirsi oltreconfine, i neolaureati italiani sembrano avere le idee chiare. Ben sette su dieci ritengono che il proprio talento non sia sufficientemente valorizzato nel nostro Paese. Inoltre, più della metà di loro (55%) è guidata dalla qualità delle opportunità di apprendimento e formazione nell'individuare uno stage. Tuttavia, la questione economica pesa ancora di più nelle scelte: per il 62% dei giovani, infatti, un'adeguata retribuzione rappresenta l’elemento cruciale che potrebbe spingerli a lasciare l’Italia per cercare fortuna altrove.

Questi risultati emergono da una ricerca del laboratorio *Ing People Insights Lab* in collaborazione con YouGov, focalizzata sul rapporto tra neolaureati, stage e valorizzazione delle competenze, che sarà presentata durante l’incontro “Giovani, talento e mondo del lavoro. Restare o partire: cosa offre l’Italia?”.

Stage: indispensabile ma poco retribuito

La ricerca ha coinvolto 411 giovani tra i 20 e i 30 anni che hanno conseguito la laurea negli ultimi due anni. Per molti di loro il primo passo nel mondo del lavoro avviene attraverso gli stage, considerati una tappa fondamentale. Circa la metà dei partecipanti ha svolto almeno uno stage negli ultimi tre anni. Tuttavia, solo poco più del 60% di chi ha avuto questa esperienza ha ricevuto un compenso, mediamente di 607 euro al mese, in leggero aumento rispetto ai 565 euro registrati nel 2025. Solamente il 14% degli stagisti ha percepito più di 800 euro mensili, un dato lievemente migliorato rispetto al 9% dell'anno precedente.

Tra i fattori principali che guidano la scelta di uno stage, spiccano le opportunità di formazione (55%), la possibilità futura di assunzione (48%) e l'entità del rimborso spese (47%). Tuttavia, un dato significativo è che la metà dei giovani ha rifiutato almeno una proposta di stage. Di questi ultimi, il 36% lo ha fatto a causa del compenso percepito come eccessivamente basso.

Talento poco valorizzato in Italia

Un altro tema critico evidenziato dall'indagine riguarda la percezione generale che il talento dei giovani sia trascurato nel contesto italiano. Il 70% dei rispondenti crede che le competenze e il merito non vengano adeguatamente apprezzati. Le aziende sembrano infatti carenti nell’offrire i tre elementi che i neolaureati ritengono fondamentali per valorizzare il talento: un equo riconoscimento economico (indicato dal 56%), opportunità di crescita professionale (53%) e condizioni favorevoli come equilibrio tra vita lavorativa e privata, flessibilità d’orario e smart working (48%). Da segnalare che l’aspetto delle opportunità di crescita si dimostra particolarmente rilevante per le donne (63%), segnalando difficoltà ancora presenti nei percorsi di carriera femminili.

Lo stipendio come variabile chiave per trattenere i giovani

Se lo stipendio rappresenta già un elemento importante nella scelta dello stage, lo diventa ancor più nel momento di decidere se rimanere in Italia o emigrare. La maggior parte dei giovani intervistati (62%) identifica infatti la retribuzione come il fattore principale per scegliere di restare nel Paese. Seguono la possibilità concreta di ottenere un'assunzione stabile (40%) e le opportunità di formazione (35%). Chi ha già accumulato esperienza in stage tende inoltre a dare valore alla flessibilità lavorativa (32%) e alla possibilità di lavorare in modalità smart working (27%).
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