Screening neonatali, Di Scala (Fi): "Dati incompleti e piattaforma colabrodo"

I dati degli screening neonatali
“Per capirci, – spiega Di Scala – se i dati in nostro possesso dicono che ogni anno almeno il 3% dei circa 55 mila neonati sottoposti a screening audiologico risulta affetto da sordità mi devo chiedere se queste informazioni provengono da tutti i punti nascita della Campania, incluse le unità di terapia intensiva neonatale e i centri aziendali di II livello. Purtroppo così non è ed il quadro che ne emerge risulta parziale e quindi inutile per chi dovrebbe occuparsi di prevenzione o intervenire adeguatamente”.
“Mi sono chiesta, ad esempio, - prosegue l’esponente di Forza Italia – che cosa succede quando il campione ematico raccolto su cartoncini, risulta non idoneo per l’analisi, cosa possibile e non infrequente, e se il neonato viene richiamato e sottoposto nuovamente al prelievo. Temiamo che nella maggior parte dei casi questo non accada. È molto probabile che vi siano bambini ai quali è stato praticato un test ematico al cui risultato non si è mai pervenuti per l’inadeguatezza del campione prelevato ”.
Per la presidente della Commissione consiliare “sono solo alcuni aspetti emblematici delle gravi criticità di un sistema disorganizzato e che assorbe decine e decine di milioni di euro per non funzionare”.
“Eppure, - conclude Di Scala - parliamo di una problematica di fondamentale importanza per la prevenzione e l’organizzazione del sistema sanitario regionale, un settore sul quale purtroppo non si intravede ancora nessun intervento concreto, né un interessamento fattivo della struttura commissariale o del governo regionale”.


