Eventi e Cultura

Salerno capitale universitaria europea per due settimane, cala sipario sugli Eug 2026

Martina Francione
Salerno capitale universitaria europea per due settimane, cala sipario sugli Eug 2026
La consegna della bandiera dell’EUSA, dall’Università degli Studi di Salerno a Spalato, ha segnato ufficialmente la chiusura di EUG Salerno 2026, la prima edizione italiana dei Giochi Universitari Europei. In un tripudio di suoni e colori, con gli atleti, i volontari, il personale dell’Ateneo di Salerno, dell’ADISURC, del CUS e dei dirigenti di EUSA, tutti con il cuore a mille e gli occhi inumiditi, è calato il sipario su quella, che per diretta ammissione del popolo universitario, è stata l’edizione più bella e coinvolgente dei Giochi Universitari Europei.

Giochi Universitari Europei, cala il sipario a Salerno: 5mila visitatori e un Campus in festa

Le piccole e fisiologiche discrepanze sono, infatti, state ampiamente compensate dal clima magico creatosi intorno al Campus di Fisciano, ai campi di gara dell’Ateneo e del territorio, dalla disponibilità ed i sorrisi dei volontari, degli uomini e delle donne dell’imponente macchina organizzativa.

Salerno ha accolto e stretto in un caldo abbraccio i “suoi” 5000 visitatori, ha saputo offrire cortesia e gentilezza ed è stata ampiamente ripagata dalla riconoscenza delle delegazioni, dalla riconoscibilità che non potrà più essere cancellata. Il cuore pulsante degli EUG è stato rappresentato dall’Ateneo di Salerno, L’Università degli Studi, capace di superare a pieni voti un esame complesso e delicato come l’organizzazione di un evento sportivo internazionale multisport.

Il commento del Rettore

Un ulteriore attestato di qualità per l’intero polo universitario salernitano che ha confermato la sua dimensione internazionale. “L'Università degli Studi di Salerno - sottolinea il Magnifico Rettore Virgilio D’Antonio - ha avuto l'onore, in queste due indimenticabili settimane, di ospitare migliaia di ragazzi provenienti da tutta Europa, atleti/studenti che sono arrivati nel nostro Campus rappresentando differenti nazioni, differenti università, differenti tradizioni ma che, idealmente, hanno rappresentato il nostro Ateneo come un'unica, grande comunità accomunata dai valori dell'amicizia e dello sport; un ponte ideale tra Salerno e l’Europa come nella grande tradizione della Scuola Medica Salernitana. L'eredità che ci lascia questa manifestazione è molto importante, preziosa e non si limita esclusivamente al discorso legato alle strutture o all'internazionalizzazione che pure rappresentano presupposti importantissimi per un polo universitario. La vera legacy che ci impegneremo a preservare per i prossimi anni è quella di un Campus sempre più vivo, sempre più inclusivo, sempre più internazionale. In qualche modo – conclude il Rettore - queste due settimane di Giochi Europei hanno dimostrato quelle che sono le potenzialità della nostra Università e quello che noi possiamo essere come Ateneo in termini prospettici”.
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