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Paestum, la mozzarella incontra la Magna Grecia: domenica al Museo della Bufala debutta il "Manupressum"

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Paestum, la mozzarella incontra la Magna Grecia: domenica al Museo della Bufala debutta il "Manupressum"
A Capaccio Paestum, la grandiosità dell'archeologia antica non è un monumento isolato, ma l'anima di un paesaggio rurale vivo, che da secoli cammina di pari passo con la civiltà bufalina e l'arte casearia della Piana del Sele.

Per celebrare questo legame indissolubile tra storia, terra e sapori, domenica 28 giugno 2026, alle ore 10:00, il Museo della Bufala e della Mozzarella ospiterà una giornata straordinaria di divulgazione e riscoperta culturale.

Paestum, al Museo della Bufala debutta il "Manupressum"

L'appuntamento si terrà presso la struttura Agribios in via Spinazzo a Paestum. Dietro l'evento c'è la regia di Renato Di Filitto, fondatore del museo e appassionato ricercatore, che presenterà al pubblico due nuovi progetti che uniscono la memoria storica della Magna Grecia alle eccellenze gastronomiche del Cilento.

Il programma della mattinata ruota attorno a due grandi novità capaci di reinterpretare il passato in chiave moderna:
  • Il progetto "Manupressum - La forma del tempo": Si tratta di una nuova ed esclusiva interpretazione della pasta filata di bufala. L'idea nasce fondendo le antiche pratiche mediterranee di trasformazione del latte con la tradizione greca e l'identità contadina cilentana, traducendosi in una vera e propria riflessione su come il gusto possa farsi memoria.
  • La mostra "Paestum. Il paesaggio continua. Quando la bufala riconobbe Paestum": Un viaggio fotografico e documentale incentrato sul XVIII e XIX secolo. Il percorso espositivo mostra come i viaggiatori del Grand Tour non vedessero i templi dorici come rovine astratte, ma immersi in un ecosistema agricolo vivo, dominato proprio dalle mandrie di bufale che pascolavano all'ombra dei colonnati.

L'ingresso all'evento rappresenta un'occasione unica per i cittadini e i turisti dell'Agro nocerino e del Cilento di comprendere come l'oro bianco della Piana del Sele sia, prima di tutto, un pezzo di storia millenaria della Campania.
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