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Cronaca

Uccise e bruciò la fidanzata, Sara Di Pietrantonio: confermato l'ergastolo per il fidanzato

Redazione Occhio Notizie
Uccise e bruciò la fidanzata, Sara Di Pietrantonio: confermato l'ergastolo per il fidanzato
Uccise e bruciò la fidanzata, Sara Di Pietrantonio: confermato l'ergastolo per l'ex fidanzato. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per Vincenzo Paduano, accusato dell'omicidio della ex fidanzata, Sara Di Pietrantonio, uccisa e poi data alle fiamme nella periferia di Roma, il 29 maggio del 2016. Una settimana prima del delitto, l'ex fidanzato, aveva visto Sara baciare il nuovo compagno, e aveva deciso di vendicarsi. La giovane venne aggredita, tramortita, strangolata e bruciata. Reo confesso l'ex fidanzato Vincenzo Paduano, vigilantes di 27 anni, il movente è stato chiaro fin da subito, l'uomo non accettava la fine della loro relazione.

Omicidio Sara Di Pietrantonio: confermato l'ergastolo per il fidanzato

È stata confermata dalla Cassazione la condanna all'ergastolo nei confronti di Vincenzo Paduano, l'uomo imputato per l'omicidio e stalking nei confronti della ex fidanzata Sara Di Pietrantonio, prima uccisa e poi data alle fiamme nella periferia di Roma, in Via della Magliana, la sera del 29 maggio 2016. Nell'aprile del 2019, la stessa Suprema Corte aveva disposto l'appello bis non condividendo la decisione dei magistrati di secondo grado di ridurre la pena a 30 anni di carcere.
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La vicenda

Sara Di Pietrantonio era una ragazza romana di 22 anni, uccisa e bruciata dall'ex fidanzato, Vincenzo Paduano, in una strada di periferia della capitale nelle prime ore del 29 maggio 2016. Al momento di rientrare a casa Sara aveva mandato un sms alla mamma, che l'aspettava a casa: "Mamma, sto rientrando". Ma Sara, che guidava l'automobile della madre, era seguita dall'ex, che poi la fermò, arrivando ad ucciderla e a bruciare il corpo. La madre, non vedendola rientrare, era uscita di casa impensierita ed era uscita di casa a cercarla. A rendere ancor più tragica questa storia è il fatto che il corpo della giovane fu ritrovato, carbonizzato, dalla mamma. La ragazza, quella sera, era uscita con il nuovo compagno Alessandro. La  Cassazione aveva disposto, nell'aprile del 2018, un nuovo processo di secondo grado ritenendo il reato di stalking non assorbito da quello di omicidio come invece fatto nel corso del primo processo d'Appello.
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