L'Occhio di Salerno
Cronaca

A Martina Patti sarebbe bastata poco più di un'ora per uccidere sua figlia Elena: le immagini shock delle telecamere

Annalisa Barra
A Martina Patti sarebbe bastata poco più di un'ora per uccidere sua figlia Elena: le immagini shock delle telecamere
Emergono nuovi dettagli sull'omicidio della piccola Elena Del Pozzo. Alla madre 23enne Martina Patti sarebbe bastata poco più di un'ora per uccidere sua figlia. Lo dimostrano le immagini esclusive delle telecamere di videosorveglianza mostrate durante la trasmissione Quarto Grado. Le immagini hanno registrato i tre passaggi significativi della donna: dal ritorno dall'asilo, all'uscita di casa fino al rientro dopo aver ucciso la piccola di soli 5 anni. Il tutto, stando a quanto si apprende finora, sarebbe avvenuto in un lasso temporale poco più ampio di un'ora e mezzo.
  [caption id="attachment_307603" align="aligncenter" width="1200"]omicidio elena del pozzo Screenshot da Quarto Grado[/caption]
 

Omicidio di Elena Del Pozzo, delitto consumato in un'ora

Infatti, nel primo passaggio si vede Martina Patti rientrare insieme ad Elena. Trascorrono appena 24 minuti prima che la donna esca di nuovo di casa. In quel frangente di tempo la 23enne ha dichiarato di aver stirato mentre la bambina mangiava uno yogurt e guardava i cartoni animati. Quando la Patti esce di nuovo dalla villetta di Mascalucia, la bimba è seduta sul sedile posteriore dell'auto. L'ultimo passaggio, senza la bambina, è stato registrato dalle telecamere di videosorveglianza un'ora e 9 minuti dopo, intorno alle ore 15.03. L'ultimo fotogramma per gli inquirenti, rimane avvolto nel mistero. Infatti, nell'ultimo video, si nota Martina Patti soffermarsi sul cruscotto dell'auto. È in quel momento che avrebbe nascosto l'arma del delitto? Difficile a dirlo: ad oggi, non è ancora stata ritrovata. Le immagini sciolgono ogni dubbio sul fatto che la piccola Elena sia stata uccisa nel campo e non in casa ma non danno risposte su altri interrogativi.
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Omicidio di Elena Del Pozzo: la ricostruzione della vicenda

Elena Del Pozzo è stata uccisa da sua madre. La donna, Martina Patti, aveva inscenato il rapimento nel pomeriggio del 13 giugno. La versione dei fatti non ha convinto le forze dell'ordine fin da subito. La donna è crollata nel corso dell'interrogatorio, rilevando il luogo dove aveva sepolto sua figlia.

La gelosia come movente del delitto

La piccola Elena è stata uccisa per motivi di gelosia. Un elemento che ha fatto rabbrividire tutta l'Italia negli ultimi giorni. La bimba, infatti, si era affezionata all’attuale compagna di suo padre Alessandro. Martina Patti, non sopportava questa circostanza e per questo motivo potrebbe averla spinta (o contribuito) a uccidere la sua piccola figlia.
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Le macchie di sangue

I carabinieri nel corso degli accertamenti a casa di Martina Patti hanno trovato tracce di sangue in alcune parti della casa e su un vestito della donna ( che è stato sequestrato). Il ritrovamento coincide con la ricostruzione della donna che tra le dichiarazioni della sua confessione aveva detto di essere tornata a casa a cambiarsi d'abito e lavarsi. Nella casa è stata trovata anche la parte del budino che Patti aveva preparato per Elena, che la piccola non avrebbe finito di mangiare per andare con la madre - secondo la ricostruzione dell'indagata - a vedere un posto dove la mamma giocava da bambina e dove la piccola non era mai andata e che era curiosa di vedere. Sarebbe quello il luogo dove Elena sarebbe stata assassinata e il corpo messo in buste di plastica e semi seppellito, sempre secondo il racconto della donna rea confessa che però non ricorda la dinamica dell'accaduto.

Nessuna traccia dell'arma del delitto

L'arma del delitto non è stata ancora trovata nonostante le vaste ricerche dei carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche (Sis) e del comando provinciale di Catania e del Ris di Messina nelle campagne dove è stato trovato il corpicino privo di vita di Elena.
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La piccola Elena vittima di una morte lenta: "La bimba ha provato in qualche modo di opporsi"

Per gli inquirenti la piccola Elena Del Pozzo ha provato a salvarsi quel terribile pomeriggio in cui la madre Martina Patti l'ha uccisa a coltellate e poi l'ha seppellita in un terreno vicino casa a Mascalucia. I dettagli emergono dalle analisi scientifiche dei Ris dei carabinieri sul luogo del delitto. Stando a quanto ricostruito dal Gip nelle 15 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere per la 23enne, Martina Patti "ha inferto più colpi di arma da punta e da taglio alla piccola Elena, che è stata vittima di una morte violenta particolarmente cruenta e probabilmente anche lenta, alla quale è anche verosimile ritenere, in mancanza di emergenze di segno difforme, che abbia in qualche modo e anche solo istintivamente tentato di opporsi e sfuggire". 
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Martina Patti non ricorda nulla dell'omicidio

La madre reo confessa dell'omicidio della piccola Elena ha raccontato di non ricordare nemmeno dove ha gettato l’arma del delitto che non è stata ancora rinvenuta. “Avevo una cosa lunga tipo un coltello, non ricordo dove l'ho preso, non so perché ce l'avevo" ha riferito, e poi ancora “non ricordo di aver sotterrato la bambina, ma sicuramente sono stata io. Quando sono andata al campo avevo con me una busta di plastica di colore nero che ho strappato dal rotolo prima di uscire di casa".
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Martina ha ucciso Elena dicendole che andavano in un posto mai visto

Martina Patti per convincere la piccola Elena Del Pozzo a seguirla nel giorno dell'omicidio, le aveva raccontato che sarebbero andate in un posto che la bambina non aveva mai visto e che le sarebbe piaciuto tanto. Stando a quanto dichiarato dalla madre 23enne, la piccola Elena era così curiosa di vedere quel posto che non aveva nemmeno finito di mangiare il budino che la mamma le aveva preparato al ritorno dall'asilo. Il racconto non lascia alcun dubbio: per gli inquirenti e i giudici denota una profonda volontà della donna di uccidere sua figlia. Un gesto premeditato che, stando agli investigatori, e la procura di Catania, sarebbe confermato da ogni gesto della donna sia prima del delitto che dopo.

L'ultimo saluto nella cattedrale di Catania

Si sono svolti, mercoledì 22 giugno, i funerali di Elena Del Pozzo, la bimba di soli 5 anni uccisa a coltellate dalla madre Martina Patti. L'ultimo saluto alla piccola si è tenuto, tra dolore e lacrime, nella Cattedrale di Catania. Una scelta, come ha spiegato il sindaco di Mascalucia Vincenzo Magra, adottata “in considerazione della forte devozione e vicinanza della famiglia alla martire Sant’Agata”. ero Paese è ancora sconvolto per la perdita della piccola Elena. Una vicenda che ha lasciato un segno indelebile nel cuore di tutti. C'è tanto dolore e sconforto. Il feretro della piccola è stato accolto nella Cattedrale di Catania da un forte applauso dalla folla commossa. C'è anche tanta rabbia per una tragedia che si poteva evitare. Le esequie della piccola, nella Cattedrale di Sant’Agata a Catania dove hanno trovato posto in prima fila, accanto alla bara bianca, i familiari della piccola distrutti dal dolore: il papà Alessandro, i nonni paterni Johnny e Sara e la zia che ha indossato una maglietta bianca con la foto di Elena.
funerali elena del pozzo  

Funerali di Elena del Pozzo, il vescovo: "Non insegnate violenza"

"Non credo che Elena sarebbe d'accordo con quelle parole, esattamente come tutti gli altri bambini. I genitori devono imparare dai loro figli. Non insegnate la violenza delle parole, né online né sui muri delle nostre città. Gesù ha messo al centro del suo operato i bambini e noi abbiamo messo al centro la nostra Elena per imparare a non concepire più vendette, processi sommari o sedie elettriche" ha dichiarato il vescovo nel corso dell'ultimo saluto alla piccola Elena.  
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