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Campania

Il piccolo Domenico è morto, nuovi controlli dei Nas al Monaldi: focus su cartella clinica e trasporto del cuore

Alessia Benincasa
Il piccolo Domenico è morto, nuovi controlli dei Nas al Monaldi: focus su cartella clinica e trasporto del cuore

Proseguono le indagini dei Nas sulla morte del piccolo Domenico al Monaldi: verifiche su cartella clinica, trasporto del cuore e dispositivi di conservazione.

Morte del piccolo Domenico, Nas di nuovo al Monaldi: indagini su trasporto e documentazione clinica

Proseguono le verifiche investigative dei carabinieri del NAS Carabinieri sulla morte del piccolo Domenico, avvenuta presso l’Ospedale Monaldi di Napoli. I militari sono tornati nella struttura sanitaria nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura partenopea, con l’aggiunto Giuseppe Ricci e il sostituto Tittaferrante, dopo che nella giornata precedente erano stati notificati avvisi di garanzia a sei medici e sequestrati i loro telefoni cellulari.

Nel frattempo emerge un ulteriore elemento, segnalato dal legale della famiglia, Francesco Petruzzi. L’avvocato ha riferito che nella documentazione clinica trasmessa dal Monaldi mancherebbe il diario di perfusione, ovvero il tracciato della circolazione extracorporea che consentirebbe di individuare con precisione il momento della rimozione del cuore del bambino prima dell’impianto dell’organo risultato danneggiato. Il legale ha annunciato l’intenzione di recarsi in Procura per segnalare l’anomalia e chiedere l’acquisizione del documento qualora non fosse già agli atti.

Nella giornata precedente erano stati sequestrati i cellulari dei sanitari coinvolti per verificare le comunicazioni intercorse durante il trasporto del cuore e nel corso dell’intervento. L’inchiesta potrebbe estendersi anche ai professionisti di Bolzano che hanno preso parte al trasferimento dell’organo, dopo il passaggio della documentazione dalla Procura altoatesina a quella napoletana. L’attività di acquisizione degli atti prosegue in vista dell’autopsia prevista nei prossimi giorni.

Tra i punti centrali delle verifiche figura la disponibilità dei box tecnologici in dotazione alla struttura, in particolare quelli dotati di termostato, oltre alla modalità di conservazione dell’organo durante il trasporto. L’attenzione si concentra anche sull’utilizzo del ghiaccio secco impiegato dopo l’espianto all’Ospedale San Maurizio, alternativa al tradizionale ghiaccio utilizzato in simili procedure.

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