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Il 19 luglio del 1924 nasce Libero Grassi, l'uomo che combatté il contro racket di Cosa Nostra

Redazione Occhio Notizie
Il 19 luglio del 1924 nasce Libero Grassi, l'uomo che combatté il contro racket di Cosa Nostra
Libero Grassi è stato un imprenditore italiano, ucciso da Cosa Nostra dopo essersi opposto a una richiesta di pizzo. È divenuto simbolo della lotta alla criminalità. Nonostante il suo caso diventi famoso, all'imprenditore siciliano non viene neppure predisposta una scorta per la sua sicurezza personale, infatti, la sua morte è tutt'oggi oggetto di dibattito, sia nei luoghi dove si combatte contro la mafia, in ambito televisivo.

19 luglio 1924: nasce Libero Grassi, simbolo della lotta alla mafia

Il nome, Libero, i genitori lo scelsero in onore del sacrificio di Giacomo Matteotti, sequestrato e ucciso dai fascisti quasi due mesi prima che nascesse. Nato a Catania il 19 luglio del 1924, a otto anni Libero si trasferì con la famiglia a Palermo. Fervente antifascista sin dagli anni del liceo, nel 1942 andò a studiare Scienze Politiche a Roma, dove entrò in seminario per evitare l'arruolamento: come spiegò più tardi, questa scelta esprimeva «il rifiuto di combattere una guerra ingiusta al fianco di fascisti e nazisti».
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Subito dopo la liberazione, riprese gli studi, ma passando alla facoltà di Giurisprudenza, questa volta all'Università di Palermo. Benché desiderasse intraprendere la carriera diplomatica, il giovane Libero continuò l'attività di commerciante del padre: negli anni Cinquanta si trasferì in Lombardia, a Gallarate, e infine decise di aprire uno stabilimento tessile nel capoluogo siciliano. Nel 1961 iniziò a scrivere articoli a sfondo politico, fino alla militanza attiva nel Partito Repubblicano Italiano, di cui diventa il rappresentante in seno al consiglio di amministrazione dell'azienda municipalizzata del gas.

La scelta di campo contro il racket


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Mentre l'azienda versava in critiche condizioni, Cosa Nostra si presentò da lui pretendendo il pagamento del pizzo: lui non si piegò e denunciò gli estorsori, incoraggiato anche dai dipendenti. Iniziò così una grande campagna d'opinione contro il racket: prima pubblicando una lunga lettera sul Giornale di Sicilia in cui spiegava il suo rifiuto a cedere ai ricatti mafiosi, poi andando in televisione, intervistato prima da Michele Santoro su RAI3 in prima serata, poi dalla giornalista tedesca Katharina Burgi della televisione svizzera Neue Zürcher Zeitung (NZZ Folio).

L'omicidio


[caption id="attachment_88481" align="aligncenter" width="300"]io-sono-libero Il protagonista nel film "Io sono Libero".[/caption]
Nonostante le minacce di morte, Libero Grassi andò avanti col suo impegno, finché non venne assassinato il 29 agosto 1991 da un killer di Cosa Nostra (Marco Favaloro, condannato nel 1997). Il 26 settembre successivo Michele Santoro (RAI3) e Maurizio Costanzo (Canale 5) gli dedicarono una trasmissione televisiva a reti unificate. Nel 2016 viene rilasciato un omaggio all'imprenditore siciliano ucciso da Cosa Nostra, "Io sono Libero" un film biografica dedicata a Libero Grassi, andata in onda su RAI3 con protagonista Alessio Vassallo.

I processi


[caption id="attachment_88482" align="aligncenter" width="300"]salvatore-madonia Salvatore Madonia, l'uomo che aiutò Marco Favaloro a commettere il delitto.[/caption]
Nell'ottobre del 1991 viene arrestato il killer Salvatore Madonia, detto Salvino, figlio del boss di Resuttana, e il complice alla guida della macchina Marco Favaloro, che in seguito si pente e contribuisce alla ricostruzione dell'agguato. Madonia è stato condannato in via definitiva al 41-bis, e con lui l’intera Cupola di Cosa Nostra (sentenza del 18 aprile 2008).
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