L'Occhio di Salerno
Cronaca

L'anguilla europea torna nel Testene: il miracolo della natura ad Agropoli

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L'anguilla europea torna nel Testene: il miracolo della natura ad Agropoli
Il fiume Testene, che attraversa Agropoli, è tornato a essere teatro di uno dei fenomeni migratori più affascinanti e complessi del regno animale. Gerardo Scotti, presidente dell'Associazione "Genesi dell'Ambiente", ha documentato con un video il ritorno dell'Anguilla europea (Anguilla anguilla) nelle acque cittadine dopo vent'anni di assenza. Un evento che Scotti definisce "affascinante ma drammatico", data la fragilità di questa specie.

L'anguilla europea torna nel Testene

L'anguilla europea è una specie altamente migratoria con un ciclo vitale unico al mondo. Tutto inizia e finisce nel Mar dei Sargassi, nell'Oceano Atlantico:

  • La nascita: Le larve nascono nell'Atlantico e intraprendono una migrazione oceanica di circa due anni verso le coste europee e mediterranee.
  • La colonizzazione: Giunte nelle acque dolci, si trasformano in "anguille cieche" e poi in "anguille gialle", stadio in cui i maschi restano nei fiumi dai 3 ai 10 anni, mentre le femmine possono attendere fino a 25 anni.
  • Il ritorno: Una volta raggiunta la maturità (anguille argentate), iniziano un viaggio di ritorno controcorrente lungo 7.000 km per riprodursi e morire dove sono nate.
Nonostante la straordinaria resistenza, l'anguilla europea è classificata dal 2008 come in grave pericolo di estinzione dall'IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura). Scotti sottolinea come il completamento di un singolo ciclo vitale possa richiedere anche 30 anni, rendendo la specie estremamente vulnerabile ai cambiamenti ambientali e all'intervento umano.

La presenza dell'anguilla nel Testene è un segnale di speranza, ma Scotti lancia un duro monito contro le attività umane che ne minacciano la sopravvivenza. Gli scavi nei corsi d'acqua e gli interventi invasivi alle foci dei fiumi sono indicati come i principali responsabili della scomparsa della specie. "Continuare a distruggere queste realtà che rendono la nostra biodiversità un patrimonio unico è diabolico", conclude il presidente di Genesi dell'Ambiente, richiamando le istituzioni a una tutela più rigorosa del fiume e dei suoi fragili abitanti.
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