L'India ha approvato il primo vaccino Covid a DNA: come funziona e quanto è efficace il ZyCoV-D

In India è stato approvato per l’uso di emergenza il quarto vaccino anti Covid, dopo Covishield, Covaxin e Sputnik V. Si tratta del ZyCoV-D di Cadila Healthcare, il primo in assoluto basato su circoletti di DNA (plasmidi), che contengono l’informazione genetica della proteina S o Spike del coronavirus SARS-CoV-2. Nello studio clinico di Fase 3 ha dimostrato un’efficacia del 66,6 percento, anche contro le varianti (compresa la Delta). Ecco come funziona.
Le differenze tra il ZyCoV-D e gli altri vaccini anti Covid sono tuttavia molteplici. Tra le più significative vi sono quelle relative al dosaggio e alla somministrazione; il vaccino indiano si basa infatti su tre dosi anziché due (come AstraZeneca, Pfizer e Moderna) o una soltanto come il Johnson & Johnson, inoltre non viene inoculato nel braccio attraverso una classica siringa per iniezione intramuscolare, bensì con un iniettore a getto a molla che rilascia il principio attivo nel derma (iniezione intradermica). Tra i vantaggi dei vaccini a DNA vi sono anche il costo relativamente contenuto, il fatto che risultano sicuri e ben tollerati dai pazienti e che sono stabili. Non hanno infatti bisogno della “catena del freddo” come nel caso del vaccino di Pfizer-BioNTech, ma possono essere conservati tra i – 2 e gli 8° C, con una buona stabilità osservata per 3 mesi a 25° C, come dichiarato da Cadila Healthcare. Ciò permetterà una più facile distribuzione e somministrazione anche nelle aree remote in cui sono sono disponibili frigoriferi farmaceutici e altre infrastrutture idonee alla conservazione dei farmaci. La speranza degli esperti è che anche il ZyCoV-D possa dare un prezioso contributo nella lotta alla pandemia, proteggendo dalla COVID-19 quante più persone possibili.




