Estorsioni al mercato ittico di Salerno, l’Appello riduce le condanne: sconti di pena per Amoruso e Massa

Si è chiuso con una parziale rimodulazione delle pene il processo di secondo grado sulle presunte tentate estorsioni ai danni di alcuni operatori del mercato ittico di Salerno. La Corte d’Appello di Salerno, collegio presieduto dal giudice Clemente con a latere Giocoli e Berni Canani, ha assolto gli imputati per uno dei capi d’accusa, confermando però la responsabilità per gli altri episodi contestati come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
L’inchiesta che ha portato al procedimento giudiziario era scattata nel 2023, al termine di un’attività investigativa avviata due anni prima dopo una violenta aggressione ai danni di un grossista operante nel mercato ittico cittadino. L’uomo era stato colpito con una mazza di ferro e derubato di circa 40mila euro in contanti e di un orologio di valore. Successivamente, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe ricevuto ulteriori pressioni e messaggi intimidatori finalizzati a ottenere denaro.
La vittima decise di rivolgersi alla Squadra Mobile di Salerno, consentendo l’avvio delle intercettazioni telefoniche. Gli accertamenti si concentrarono inizialmente sull’utenza del commerciante e, in seguito, su altri numeri ritenuti collegati alle richieste estorsive. Le attività di monitoraggio portarono all’individuazione di un incontro avvenuto nei pressi dell’uscita autostradale di Sarno, dove il grossista si confrontò con i fratelli Amoruso e con Armando Massa.
Secondo quanto emerso nel corso del processo, in quell’occasione sarebbe stato prospettato un possibile intervento punitivo che, sempre secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbe stato evitato grazie all’intermediazione di Angelo Ubbidiente, indicato come figura di riferimento. Al commerciante sarebbe stato suggerito di “passare dallo zio”, formula ritenuta dagli inquirenti significativa nel contesto delle pressioni subite.
Agli imputati erano contestati, a vario titolo, i reati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, rapina aggravata, ricettazione e violazioni in materia di armi. Per l’ipotesi relativa al porto e alla detenzione illegale di arma da sparo, già in primo grado era intervenuta un’assoluzione per Massa. Con la decisione di ieri si chiude il secondo grado di giudizio, restando ora aperta la possibilità di eventuali ulteriori sviluppi in sede di legittimità.
Estorsioni al mercato ittico di Salerno, l’Appello riduce le condanne
Nel dettaglio, i giudici hanno condannato Carmine Amoruso a 8 anni e 6 mesi di reclusione, Marco Amoruso a 8 anni e Armando Massa a 9 anni. Per Giuseppe Tortora è stata confermata integralmente la pena inflitta in primo grado, pari a 5 anni. Complessivamente il totale delle condanne ammonta a 30 anni e 6 mesi di carcere. Per Amoruso e Massa la pena è stata ridotta di sei mesi rispetto alla sentenza emessa in primo grado.L’inchiesta che ha portato al procedimento giudiziario era scattata nel 2023, al termine di un’attività investigativa avviata due anni prima dopo una violenta aggressione ai danni di un grossista operante nel mercato ittico cittadino. L’uomo era stato colpito con una mazza di ferro e derubato di circa 40mila euro in contanti e di un orologio di valore. Successivamente, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe ricevuto ulteriori pressioni e messaggi intimidatori finalizzati a ottenere denaro.
La vittima decise di rivolgersi alla Squadra Mobile di Salerno, consentendo l’avvio delle intercettazioni telefoniche. Gli accertamenti si concentrarono inizialmente sull’utenza del commerciante e, in seguito, su altri numeri ritenuti collegati alle richieste estorsive. Le attività di monitoraggio portarono all’individuazione di un incontro avvenuto nei pressi dell’uscita autostradale di Sarno, dove il grossista si confrontò con i fratelli Amoruso e con Armando Massa.
Secondo quanto emerso nel corso del processo, in quell’occasione sarebbe stato prospettato un possibile intervento punitivo che, sempre secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbe stato evitato grazie all’intermediazione di Angelo Ubbidiente, indicato come figura di riferimento. Al commerciante sarebbe stato suggerito di “passare dallo zio”, formula ritenuta dagli inquirenti significativa nel contesto delle pressioni subite.
Agli imputati erano contestati, a vario titolo, i reati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, rapina aggravata, ricettazione e violazioni in materia di armi. Per l’ipotesi relativa al porto e alla detenzione illegale di arma da sparo, già in primo grado era intervenuta un’assoluzione per Massa. Con la decisione di ieri si chiude il secondo grado di giudizio, restando ora aperta la possibilità di eventuali ulteriori sviluppi in sede di legittimità.




