L'Ema ha approvato il vaccino anti covid di Moderna, come funziona?

L'Ema, (Agenzia europea del farmaco), ha approvato oggi 6 gennaio 2021, il vaccino anti covid di Moderna. Si tratta del secondo vaccino che riceve il via libera da parte dell'Agenzia. Lo scorso 21 dicembre 2020, aveva approvato quello della Pfizer. Scopriamo insieme come funziona.
Il vaccino contiene istruzioni genetiche per costruire una proteina del coronavirus, nota come spike. Quando viene iniettato nelle cellule, il vaccino fa sì che queste producano proteine che poi vengono rilasciate nel corpo e provocano una risposta dal sistema immunitario. Nel corso delle sperimentazioni, che sono state condotte su un campione di 30.000 persone arruolate il 22 ottobre 2020 negli Stati Uniti, i ricercatori hanno somministrato due dosi di vaccino a distanza di 28 giorni l'una dall'altra. Il vaccino ha dimostrato di essere molto efficace nel contrastare le infezioni da Sars-CoV 2 (il 94,5 per cento) e di inibire ogni forma grave della malattia con un'efficacia del 100 per cento.
Come funziona il vaccino covid di Moderna che ha approvato l'Ema?
L'Agenzia ha raccomandato l’autorizzazione condizionata per il commercio del vaccino prodotto dalla società americana per le persone maggiori di 18 anni. Di questo vaccino all’Italia sono state assegnate 1,3 milioni di dosi nel primo trimestre e altri 9,4 sono invece programmati via via nei mesi successivi.Come funziona il vaccino covid di Moderna
Come quello di Pfizer BioNTech, anche "mRNA1273", il vaccino sviluppato da Moderna in collaborazione con il National Institute of Allergy and Infectious Diseases '(NIAID) diretto da Anthony Fauci, è a base di Rna. Si tratta di una tecnologia particolarmente innovativa che vede il suo debutto ufficiale proprio con i vaccini anti Sars-CoV2 e che è stata inserita tra quelle finaziabili dal Biomedical Advanced Research and Development Authority (Barda).Per approfondire: Come prosegue la campagna di vaccinazione in Europa?
Il vaccino contiene istruzioni genetiche per costruire una proteina del coronavirus, nota come spike. Quando viene iniettato nelle cellule, il vaccino fa sì che queste producano proteine che poi vengono rilasciate nel corpo e provocano una risposta dal sistema immunitario. Nel corso delle sperimentazioni, che sono state condotte su un campione di 30.000 persone arruolate il 22 ottobre 2020 negli Stati Uniti, i ricercatori hanno somministrato due dosi di vaccino a distanza di 28 giorni l'una dall'altra. Il vaccino ha dimostrato di essere molto efficace nel contrastare le infezioni da Sars-CoV 2 (il 94,5 per cento) e di inibire ogni forma grave della malattia con un'efficacia del 100 per cento.




