Procida è tra le città che concorreranno al titolo di
Capitale Italiana della Cultura nel
2022. Con la consegna del dossier di candidatura l'isola ha portato a termine un percorso avviato lo scorso gennaio e interrotto nei mesi del
lockdown. A sostenere la candidatura di
Procida - tra gli altri - le
Università Federico II,
L'Orientale,
Suor Orsola Benincasa e
Luigi Vanvitelli, l'area marina protetta
Regno di Nettuno, la stazione zoologica
Anton Dohrn, la
Camera di
Commercio di
Napoli e una serie di partner privati.
Capitale Italiana della Cultura 2022: Procida ufficialmente candidata
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La nostra è una sfida già vinta - dice il
sindaco,
Dino Ambrosino -
grazie al coinvolgimento propositivo della popolazione e delle nostre intelligenze: mi auguro che l'identità dell'isola, l'intreccio con cinema e letteratura, e la progettualità a cui abbiamo lavorato potranno giocare a nostro favore in sede di valutazione delle candidature".
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Nei mesi scorsi avevamo chiamato a raccolta i cittadini italiani residenti nelle isole minori, affinché la candidatura fosse un'azione visionaria e prospettica verso il futuro. - aggiunge il manager
Agostino Riitano, direttore della candidatura -
Abbiamo lavorato senza dircelo scambiandoci lezioni e idee, perché l'informalità ce lo concede. Abbiamo scritto che le nostre comunità possono generare modelli di società improntate sull'accoglienza, l'inclusione, la cultura, l'arte, l'ambiente e il paesaggio. Abbiamo pensato come isole, perché le isole sono come le idee.
Deserte, affascinanti. Operano come riserve, catturano le storie e danno riparo agli uomini sin dalla creazione del primo poema. Abbiamo usato quello che avevano per iniziare a immaginare: il silenzio, la lentezza e la qualità della vita. Abbiamo lavorato in tanti e duramente, ma ci siamo scambiati sorrisi e emozioni. E nel consegnare il dossier non abbiamo ceduto alle paure, anche se ne abbiamo avute tante: abbiamo creduto fortemente che la cultura possa prendersi cura delle cicatrici sociali che abbiamo riportato in questi mesi difficili".
Il sito del Ministero della Salute