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Cronaca

Virus marino trasmesso all’uomo: primo caso al mondo, attenzione in Costiera Amalfitana

Carla Castellano
Virus marino trasmesso all’uomo: primo caso al mondo, attenzione in Costiera Amalfitana

Un virus finora noto solo nel mondo acquatico potrebbe aver compiuto un passo storico: infettare l’uomo. Il caso, definito il primo al mondo, apre scenari nuovi e potenzialmente rilevanti anche per territori come la Costiera Amalfitana, dove il rapporto con il mare è quotidiano e centrale. A segnalare l’episodio è l’infettivologo Matteo Bassetti, citando uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Microbiology.

Cos’è il CMNV e cosa provoca

Il virus identificato è il Covert Mortality Nodavirus (CMNV), già noto per colpire organismi marini come pesci, crostacei e gamberetti. Secondo le ricerche, avrebbe causato nell’uomo una grave infezione oculare, nota come uveite anteriore virale ipertensiva.

I sintomi possono includere:

  • infiammazione intensa dell’occhio

  • aumento della pressione intraoculare

  • disturbi simili al glaucoma

  • rischio di danni permanenti alla vista

Come può avvenire il contagio

Le prime evidenze indicano alcune possibili modalità di trasmissione:

  • contatto diretto con animali marini

  • manipolazione di pesce e crostacei

  • consumo di frutti di mare crudi o poco cotti

Categorie più esposte risultano pescatori, operatori della ristorazione e lavoratori del settore ittico.

Perché la Costiera Amalfitana deve prestare attenzione

Zone come la Costiera Amalfitana e la Penisola Sorrentina, dove il consumo di pesce fresco e crudo è diffuso e rappresenta anche un’attrazione turistica, potrebbero essere particolarmente sensibili a questo tipo di rischio.

Non si parla di emergenza sanitaria, ma di un segnale importante che richiama l’attenzione su:

  • sicurezza alimentare

  • controlli sulla filiera ittica

  • prevenzione per chi lavora a contatto con il mare

Uno degli aspetti più rilevanti è la capacità del CMNV di adattarsi a specie diverse, passando dagli invertebrati ai pesci fino ai mammiferi. Una caratteristica che sorprende la comunità scientifica e che potrebbe indicare nuove frontiere nelle malattie emergenti.

Le raccomandazioni degli esperti

Gli specialisti invitano alla prudenza, senza creare allarmismi:

  • evitare consumo di pesce crudo non certificato

  • utilizzare protezioni durante la lavorazione

  • monitorare eventuali sintomi oculari anomali

Come sottolineato dagli esperti, il mare resta una risorsa fondamentale, ma richiede attenzione crescente: la salute umana è sempre più legata agli equilibri degli ecosistemi naturali.

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