L'Occhio di Salerno
Cronaca

Corruzione e abusi edilizi, il sindaco di Santa Marina Giovanni Fortunato a rischio processo

Alessia Benincasa
Corruzione e abusi edilizi, il sindaco di Santa Marina Giovanni Fortunato a rischio processo
Giovanni Fortunato
Il Gup ha rinviato l'udienza del processo di corruzione e abusi edilizi nel quale figurano il sindaco di Santa Marina Giovanni Fortunato e altre sei persone come indagati: si aspetta ora lunedì prossimo per la seduta decisiva. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.

Corruzione e abusi edilizi, nei guai il sindaco di Santa Marina

Il Gup ha rinviato l'udienza del processo di corruzione e abusi edilizi nel quale figura il sindaco di Santa Marina Giovanni Fortunato e altre sei persone some indagati: si aspetta ora lunedì prossimo per la seduta decisiva. Solo allora gli imputati conosceranno il loro destino giudiziario.

L'udienza straordinaria, iniziata martedì 24 febbraio alle ore 11:10, è stata ripresa ieri mattina e conclusa nel primo pomeriggio con un niente di fatto. Per tutti il procuratore Gianluca Grippo ha chiesto il rinvio a giudizio mentre la difesa ha chiesto il non luogo a procedere. Il giudice, dopo due giorni di discussione, ha rinviato la seduta per l'eventuale replica del pm prima della decisione finale. In aula, sia martedì che mercoledì, era presente il sindaco di San Marina affiancato dai legali e dalla moglie. Per tutta l'udienza è stato in silenzio, in rispetto della strategia dei suoi avvocati che hanno depositato un lungo e articolato memoriale.

Il procuratore Grippo ha ripercorso tutte le fasi delle indagini a partire dal 2022 fino ad arrivare alle recenti motivazioni con cui la Cassazione ha rigettato la revoca della misura dei domiciliari. Il procuratore ha ribadito quanto espresso anche dalla Suprema Corte della credibilità del maggiore testimone che con la sua denuncia ha fatto partire la maxi inchiesta. Ci si è poi soffermati sul contenuto del fascicolo, delle intercettazioni telefoniche e ambientali e dichiarazioni di cittadini, professionisti, imprenditori e anche un parroco.

Tra gli imputati Nicola Tortora e Antonio La Montagna che avrebbero dovuto ricevere dal sindaco una tangente di 100mila euro a titolo di corrispettivo per il rilascio del permesso a costruire a Policastro in località Torre Oliva a favore della società Forever Dreams. Titolo ritenuto illegittimo perché rilasciato in via diretta dal responsabile dell'Ufficio Tecnico e in mancanza del piano di lottizzazione.
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