Nubifragio a Cava de’ Tirreni: interventi della Protezione Civile nei punti critici

Un nubifragio violento e improvviso ha colpito l’intero territorio comunale di Cava de’ Tirreni: numerosi interventi della Protezione Civile nei punti critici. Lo riporta SalernoNotizie.
Con l’ausilio di due mezzi speciali dotati di modulo idrogeologico, stanno lavorando per liberare manualmente le caditoie bloccate e monitorare attentamente i nodi idraulici più critici. Particolare attenzione viene riservata alle aree classificate a rischio R3 e R4, le cosiddette “zone rosse”, che storicamente risultano essere le più vulnerabili al dissesto idrogeologico.
Nubifragio a Cava de’ Tirreni: interventi della Protezione Civile nei punti critici
Un nubifragio violento e improvviso ha colpito l’intero territorio comunale di Cava de’ Tirreni, provocando significativi disagi al traffico e allagamenti in numerose strade cittadine. Subito è scattato l’intervento delle squadre di soccorso e monitoraggio per mettere in sicurezza le zone maggiormente a rischio.Tombini ostruiti e strade allagate
L’emergenza è stata causata da un mix tra l’intensità delle precipitazioni e le forti raffiche di vento che hanno preceduto il temporale. Il vento ha favorito la caduta di numerose foglie, trasportate dall’acqua successivamente a ostruire tombini e caditoie, bloccando così il naturale deflusso dell’acqua piovana. In diverse aree della città si registrano estesi allagamenti lampo.Intervento immediato della Protezione Civile nelle zone critiche
Il Gruppo Comunale di Protezione Civile Metelliano, sotto la guida di Francesco Loffredo, ha prontamente avviato le operazioni sul campo per far fronte all’emergenza. Le squadre operative, coordinate da Felice Sorrentino, sono attivamente impegnate nei punti strategici della città.Con l’ausilio di due mezzi speciali dotati di modulo idrogeologico, stanno lavorando per liberare manualmente le caditoie bloccate e monitorare attentamente i nodi idraulici più critici. Particolare attenzione viene riservata alle aree classificate a rischio R3 e R4, le cosiddette “zone rosse”, che storicamente risultano essere le più vulnerabili al dissesto idrogeologico.




