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Cronaca

Carenza cronica di medici al Santa Maria dell'Olmo di Cava de' Tirreni: i Comitati inviano un Sos al manager Nicola Cantone

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Carenza cronica di medici al Santa Maria dell'Olmo di Cava de' Tirreni: i Comitati inviano un Sos al manager Nicola Cantone
Il presidio ospedaliero Santa Maria dell'Olmo di Cava de' Tirreni è sprofondato in una gravissima emergenza causata dal progressivo svuotamento del personale medico come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Carenza cronica di medici al Santa Maria dell'Olmo di Cava de' Tirreni: appello a Cantone

Reparti chiave come radiologia e ortopedia si trovano ormai al collasso, una situazione critica esacerbata dall'imminente pensionamento di uno degli storici specialisti in servizio. A complicare ulteriormente il quadro gestionale della struttura cavese si aggiunge l'addio della direttrice sanitaria Luciana Catena, in procinto di trasferirsi a Salerno per assumere la guida medica del Ruggi d'Aragona. Al suo posto, per il nosocomio metelliano, si fa strada l'ipotesi di una reggenza ad interim affidata a Vittorio Salvatore, attuale primario del reparto di medicina interna.

Di fronte a questo scenario di forte precarietà, i rappresentanti dei Comitati Uniti a difesa dell'ospedale hanno deciso di rompere gli indugi scrivendo direttamente al neo direttore generale dell'azienda ospedaliero-universitaria di Salerno, Nicola Cantone, per pretendere garanzie e soluzioni immediate. Una delegazione del movimento, guidata da Alfredo Senatore, ha effettuato un sopralluogo ispettivo tra le corsie della struttura di Cava de' Tirreni, toccando con mano i disagi quotidiani subiti dall'utenza e la spossatezza dei pochi camici bianchi rimasti in trincea.

Oltre al potenziamento immediato degli organici nei reparti in sofferenza, sul tavolo del neo manager aziendale i cittadini di Cava de' Tirreni intendono porre anche la mai risolta questione del servizio di ginecologia e ostetricia. Per sollecitare l'apertura di un ambulatorio attivo 24 ore su 24 — promesso fin dalle riorganizzazioni della rete ospedaliera risalenti al 2016 — il comitato è pronto a depositare una maxi petizione popolare che ha raccolto la cifra record di 21.163 firme.

Una mobilitazione di massa che costringerà i vertici sanitari e la nuova amministrazione locale a fare i conti con la ferma volontà del territorio di difendere il fondamentale diritto alla salute.
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