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Cronaca

Carburante pubblico nelle auto private: tre vigili e quattro volontari verso il processo

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Carburante pubblico nelle auto private: tre vigili e quattro volontari verso il processo
La Polizia Municipale di Sala Consilina finisce sotto la lente d'ingrandimento della magistratura per una gestione opaca delle schede carburante.

La Procura di Lagonegro ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per sette persone: tre agenti del corpo urbano e quattro collaboratori esterni impiegati nel servizio "nonno vigile". L'accusa ipotizzata è quella di peculato, per aver utilizzato denaro della collettività a fini strettamente personali come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Carburante pubblico nelle auto private, in 7 verso il processo

L'indagine, scaturita da un esposto dettagliato, ha acceso i fari su un presunto abuso sistematico della card magnetica destinata esclusivamente al rifornimento dei veicoli di servizio. Secondo gli inquirenti, tra la fine del 2024 e la prima metà del 2025, la tessera sarebbe servita per riempire i serbatoi delle autovetture private degli indagati e dei loro familiari. Mentre uno degli agenti avrebbe agito in autonomia, beneficiando direttamente del carburante, per gli altri due vigili l'accusa è di aver agevolato i quattro volontari mettendo a loro disposizione la scheda del Comune.

A incastrare i sette indagati ci sarebbero le riprese dei sistemi di videosorveglianza di un distributore locale. I filmati, acquisiti dai Carabinieri dell'Aliquota Operativa, mostrerebbero i momenti dei rifornimenti "fantasma" che hanno causato un danno erariale di circa 900 euro. Oltre al peculato, due dei vigili coinvolti devono rispondere anche di falso ideologico: avrebbero infatti firmato attestazioni ufficiali per confermare la regolarità di spese che, secondo la Procura, erano invece del tutto illegittime.

Il Comune di Sala Consilina è stato individuato come parte offesa in questa vicenda e potrebbe decidere di costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento del danno e dell'immagine dell'ente. Il destino giudiziario dei coinvolti si deciderà il prossimo 27 maggio, data in cui è stata fissata l'udienza preliminare. Davanti al Gup, le difese cercheranno di smontare il castello accusatorio e contestare la legittimità degli accertamenti, mentre i militari dell'Arma hanno già concluso un lungo lavoro di raccolta documentale presso gli uffici del Palazzo di Città.
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