Avevano affidato la
figlia, ottenuta con una
maternità surrogata, ad una tata in
Ucraina per poi sparire nel nulla
abbandonando la piccola dopo averla riconosciuta. È la storia di una bambina di 15 mesi che ora è stata portata in Italia dove presto avrà una famiglia. È stato il Servizio per la cooperazione internazionale di
Polizia (Scip) a gestire il caso, con il rientro della bambina che giovedì è atterrata a Malpensa da Kiev. Il Tribunale per i minorenni di Torino ha aperto la procedura di adozione e la piccola è stata affidata a una famiglia che se ne occuperà fino all'adozione definitiva.
Il viaggio con la pediatra della Croce Rossa
La piccola è partita da Kiev con una salopette di jeans, una valigia con i suoi giocattoli preferiti e una busta con tante foto, raccolte dalla donna che se ne è presa cura. La tata "
era disperata. Piangeva e così il suo figlio naturale di 17 anni. Ci ha consegnato le foto della bimba e ha chiesto di darle ai futuri genitori, così quando crescerà le potrà vedere", ha raccontato la pediatra Carolina Casini che per la
Croce Rossa ha svolto questa missione.
"
Per come si era presentata la missione avevano paura di trovare una piccola mal tenuta, non ben nutrita e deprivata affettivamente, ma non è stato così: la bambina è allegra e interagisce positivamente con gli adulti", ha confermato.
L'arrivo in Italia
La piccola ha dormito tra le sue braccia per due ore e mezza, tutta la durata del viaggio. All’atterraggio Casini le ha tolto gli indumenti pesanti e le ha fatto indossare dei vestiti più leggeri. "
Adesso sarà accudita come tutti i bambini del mondo dovrebbero esserlo, da due genitori e non perché qualcuno viene pagato. Chi abbandona il frutto della procreazione assistita viene perseguito dalla legge alla stregua di chi lo fa con i figli naturali", specifica la dottoressa.