L'Occhio di Salerno
Cronaca

Baronissi, la denuncia di Girolamo Santulli: "Le mie opere tra incuria e silenzi", l'artista avvia una azione legale

Martina Francione
Baronissi, la denuncia di Girolamo Santulli: "Le mie opere tra incuria e silenzi", l'artista avvia una azione legale
L’artista visivo Girolamo Santulli rompe il silenzio e solleva un caso di tutela del diritto d’autore e del patrimonio pubblico riguardante due sue opere presenti nel comune di Baronissi: "Microcosmo" (2002, collezione FRaC) e "dante700" (2021, installazione pubblica).

Baronissi, la denuncia di Girolamo Santulli: "Le mie opere tra incuria e silenzi"

Dopo mesi di sollecitazioni e incontri rimasti privi di riscontri operativi, la vicenda approda ora nelle sedi legali. L'artista ha infatti affidato la propria tutela all’Avvocato Sonia Costantino, esperta in diritto dell’Arte, per accertare le responsabilità circa lo stato di conservazione e le gravi alterazioni subite dalle opere.

Il caso "Microcosmo": dal danno al restauro non autorizzato

La vicenda di "Microcosmo" è emblematica di una gestione critica. L'opera ha subito inizialmente un danno strutturale a cui è seguito un intervento di restauro eseguito in modo improprio e, soprattutto, senza alcuna autorizzazione o coinvolgimento dell'autore. Tale manipolazione ha alterato i materiali e le forme originali del lavoro, ledendo la visione artistica originaria.

A seguito di un’ispezione autografa effettuata lo scorso 3 aprile presso il Museo FRaC, la situazione è apparsa ancora più grave. L’opera è stata rinvenuta in un’area di deposito nel retro della reception, in un ambiente promiscuo e degradato, circondata da arredi dismessi e materiali di risulta accatastati.

«Ciò che colpisce non è solo l'intervento di "restauro" non autorizzato, ma l'attuale stato di abbandono» spiega Santulli. «L’opera è coperta da polvere e residui che ne intaccano la superficie e la cornice metallica, già segnata dall'ossidazione. Vedere un proprio lavoro trattato come un ingombro è inaccettabile».

Il caso "dante700"

L’azione legale riguarda anche l’installazione pubblica "dante700". L'opera è rimasta privata della sua illuminazione progettuale per circa due anni. Nonostante i recenti solleciti, la situazione rimane parziale: un sopralluogo effettuato la scorsa settimana ha confermato che l'impianto è ancora malfunzionante, con soli 3 faretti attivi su 5, vanificando la resa estetica e simbolica dell'opera.

Diritto d'autore e responsabilità istituzionale

«Un’opera pubblica diventa parte della vita di una città. Trascurarla o manipolarla significa tradire il patto culturale tra artista, istituzioni e cittadini» – ribadisce Santulli. «L’assenza di soluzioni concrete ha reso inevitabile il ricorso al Tribunale di Salerno». L’azione legale è stata diramata per garantire che lo stato dei fatti sia cristallizzato, impedendo ulteriori interventi che possano modificare o nascondere la situazione documentata in attesa del giudizio.
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