Nell’aprile del 1996 Lukashenko e Boris Yeltsin, Presidente della Federazione Russa, siglarono il “Trattato per la Formazione di una Comunità”. L’accordo promuoveva il coordinamento dei due Paesi in ambito politico ed economico e dava vita ad un Consiglio Supremo e ad un Comitato Esecutivo comuni (privi di particolari poteri). Nel 1997 si giunse ad una seconda firma che portò alla nascita
dell’Unione tra Russia e Bielorussia, rafforzava la cooperazione in ambito economico e nella sicurezza e ribadiva l’obiettivo di giungere all’adozione di una valuta comune. I due Trattati ebbero poche conseguenze pratiche, anche a causa di una serie di perplessità espresse dalla Russia.
La "riunione" con la Russia di Putin
L’Unione esiste principalmente sulla carta ma ciò non ha impedito a Minsk e Mosca di stringere legami sempre più forti dal punto di vista economico e politico. La Bielorussia aderisce al Trattato per la Sicurezza Collettiva, un’organizzazione militare creata sul modello dell’Alleanza Atlantica che riunisce alcuni Stati dell’ex Unione Sovietica ed è presieduta dalla Russia ed all’Unione Economica Euroasiatica, l’equivalente dell’Unione Europea ma con il Cremlino ai vertici. Le forze militari dei due Paesi collaborano anche se Lukashenko ha sempre evitato di favorire un
consolidamento eccessivo della presenza russa in Bielorussia.
Il presidente russo
Vladimir Putin, nonostante non abbia ottimi rapporti personali con
Lukashenko, è pronto a garantire, con ogni mezzo, la sopravvivenza dell’esecutivo da lui guidato. Una crepa dalle parti di Minsk rischia infatti di generare profondi riverberi anche da quelle di Mosca.
“Abbiamo convenuto che la delegazione ucraina si sarebbe incontrata con la delegazione russa senza precondizioni al confine ucraino-bielorusso, vicino al fiume Pripyat”. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che è pronto a parlare con rappresentanti russi per arrivare a una soluzione del conflitto.
Durante la conversazione telefonica con il presidente bielorusso, “Alexander Lukashenko si è assunto la responsabilità di garantire che tutti gli aerei, elicotteri e missili di stanza sul territorio bielorusso rimangano a terra durante il viaggio, i colloqui e il ritorno della delegazione ucraina”, ha affermato Zelensky.