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Agropoli, la favola di un’autrice cilentana presentata a Casa Sanremo Writers

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Agropoli, la favola di un’autrice cilentana presentata a Casa Sanremo Writers
È stata presentata nell’ambizioso salotto di Casa Sanremo Writers, presso il Palafiori, la favola dell’autrice agropolese Annalisa Siano, dal titolo “Le avventure di Siora e il ladro di cervelli” autopubblicata su Amazon, dove è attualmente disponibile e realizzata con il supporto della SMM Alexandra Berdova.

Ai microfoni di Casa Sanremo Writers, il concorso letterario che da anni si svolge in concomitanza con la 76esima Edizione del Festival della Musica Italiana, l’autrice ha raccontato al giornalista Rai Maurilio Giordana, il percorso formativo, che da animatrice durante le feste private dei più piccoli, le ha permesso di conoscere molto da vicino l’affascinante mondo delle famiglie di oggi, tanto da diventare un suo target di riferimento. Così, come in una versione moderna del Decameron boccacciano, l’emergente scrittrice ha deciso di lanciare attraverso una favola, messaggi propositivi a questo target che conosce ed al quale si rivolge.

Agropoli, la favola di un’autrice cilentana presentata a Casa Sanremo Writers

Due i fenomeni sociali, o meglio le piaghe sociali, alle quali Siano era da tempo sensibile: nella prima parte del racconto fantastico, infatti, tratta l’importanza di fare Prevenzione e soprattutto di far crescere i bambini, in un clima dove la Prevenzione è normalità, una tematica purtroppo ancora oggi molto sottovalutata. Basta pensare al Papilloma Virus (il mostro che all’interno della Favola, i suoi personaggi fantastici combattono), oggi molto diffuso tra le donne, ma che colpisce senza differenza di genere ed il cui vaccino per debellarlo, è accessibile già dall’età di 12 anni. Questo, dunque, attraverso una lettura condivisa, contribuirebbe a far comprendere ai minori, l’importanza di tutelare la propria salute e di conseguenza il proprio futuro da malattie letali. Idee alle quali si è avvicinata anche grazie alle campagne di sensibilizzazione quotidiane che presso la ICM, azienda ospedaliera Cilentana, la dott.ssa Paola De Domenico conduce con passione.

Nella seconda parte, invece, la narratrice affronta un fenomeno silenzioso, ma pericoloso e a definirlo così non è lei, ma i dati, poiché si tratta della Dipendenza da cellulare in età minorile: un tema attuale, attenzionato in questo momento da tutto il mondo. Lo stesso Carlo Conti ne ha parlato in più interviste, ma sono sempre più i paesi europei, come la Spagna ed il Regno Unito, che stanno andando verso il divieto dei social per i minori di 16 anni. Non si sa se questo può bastare, poiché il grido d’allarme dei pediatri illustra una realtà che riporta come maggiormente dipendenti da qualsiasi tipologia di schermo (smartphone, tablet, computer, tv) i minori al di sotto di 12 mesi e sono purtroppo in crescita i numeri degli accessi nei PSAUT d’Italia, per i giovani che giungono nelle strutture sanitarie con sintomi simili a quelli di un’astinenza da stupefacenti, ma in realtà è stato solo vietato loro per un po’ l’utilizzo del cellulare. L’auspicio per Siano è quello che una semplice Favola possa contribuire ad avvicinare le famiglie, sfatare tabù ed essere da esempio per la tutela e salvaguardia del benessere fisico e mentale delle future generazioni.

Il ruolo speciale delle radici

La presenza a Sanremo è stata anche motivo per mettere in valigia un pezzetto di Cilento, poiché a rendere molto suggestiva la Favola è l’ambientazione ispirata alle bellezze paesaggistiche reali del Cilento: dalle terrazze di profumati limoneti, al Regno delle Alici (peculiarità gastronomica della sua Terra d’origine) al nome della protagonista “Siora”, che al Sud significa “Signora” ed è l’equivalente di “Sciura” al Nord, un inno, quindi, alle resilienti donne del Meridione.

Le conclusioni dell’autrice

Da Casa Sanremo Writers l’ufficializzazione anche dell’arrivo durante la Primavera/Estate 2026 di una terza parte del racconto e di conseguenza di una terza tematica “la Vergogna” interpretata da una Regina Cattiva, che all’interno della trama, mancava. “La vergogna - spiega Siano - è una sensazione a cui siamo tutti sottoposti per svariate volte nella vita e se non ben gestita quando a provarla sono i bambini, si trasforma in un trauma mai curato nella loro vita da adulti, dunque, la Favola resta un momento divertente e giocoso per spiegare loro qualcosa di più utile e profondo - e conclude - la Fantasia resta l’ultimo barlume di speranza per aiutare i minori ad affrontare le sfide della società odierna”.
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